Quando il denaro contante sfugge ai controlli

Prelevamenti consistenti di denaro contante dagli Atm possono sfuggire ai controlli delle banche. Rischio aumento riciclaggio.

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L’utilizzo del denaro contante sfugge ai controlli del fisco e delle autorità finanziarie. L’Uif, Unità di Informazione Finanziaria, rileva sempre più prelevamenti di contanti da Atm bancari su conti correnti esteri.

I prelevamenti sono in netto aumento e le autorità non riescono, al momento, ad arginare il fenomeno del riciclaggio di denaro contante. Infatti, il contante prelevato sfugge ai consueti controlli bancari col rischio che finisca per alimentare attività illecite.

Rischi riciclaggio da Atm non bancari

Più in dettaglio, l’Uif continua a rilevare il frequente utilizzo di carte di pagamento emesse da intermediari esteri. Anche per realizzare in Italia prelievi frazionati di importo complessivamente significativo, in assenza di concrete possibilità di ottenere informazioni sulla relativa provvista.

I funzionari e la Guardia di Finanza stanno svolgendo indagini per capire a quali soggetti sono collegati i prelevamenti presso gli sportelli Atm. “Sono in corso valutazioni per assoggettare tali prelievi a una nuova categoria di comunicazioni oggettive”.

Lo ha detto il direttore dell’Uif di Bankitalia, Claudio Clemente, sottolineando come

debolezze nella tracciabilità si ravvisano, come confermato anche da accertamenti ispettivi, nell’offerta di servizi di erogazione di contante o di cambio di valute virtuali attraverso sportelli automatici da parte di operatori non finanziari esteri senza stabilimento in Italia“.

Rischio riciclaggio

Si tratta, ovviamente, di attività a elevato rischio di riciclaggio tenuto conto della quantità di contanti complessivamente interessata. Ma anche dell’allocazione di taluni Atm presso tipologie di esercizi particolarmente esposte a infiltrazioni criminali e dell’inadeguatezza del quadro regolamentare.

La Uif ha portato il problema all’attenzione delle autorità nazionali e della Piattaforma delle FIU dell’Unione. Il fenomeno interessa anche altri Paesi all’interno dell’Unione Europea così anche nel Supra-National Risk Assessment europeo viene evidenziata la necessità di affrontare i rischi connessi all’operatività con Atm e l’importanza di presidi armonizzati.

Precisa Clemente:

alla luce di tali criticità, appare sempre più necessario sottoporre i circuiti delle carte di pagamento a forme di collaborazione con le autorità antiriciclaggio in quanto nodi presso cui sono centralizzate informazioni utili a fini di prevenzione, non sempre rintracciabili attraverso richieste rivolte a singoli intermediari finanziari“.

I prelevamenti di denaro contante

Fra i prelevamenti di denaro sospetti, ci sono cifre che arrivano anche a 50.000 euro mensili collegati a una sola carta di credito. Se tali strumenti di pagamento sono emessi da istituti di credito esteri e in via del tutto anonima (non vi è nemmeno stampigliato il nome del titolare sul fronte della carta) diventa difficile, se non impossibile risalire al titolare e del conto.

L’anonimato di certi istituti di credito svizzeri, ad esempio, è inviolabile. Un italiano che abbia un regolare conto corrente aperto in Svizzera, potrebbe comodamente mettere in circolo denaro contante in Italia senza rispondere all’obbligo di giustificare ingenti prelevamenti. Gli Atm sono infatti delle macchine che non chiedono di certo la carta di identità prima di erogare il denaro.

Ovviamente se i prelevamenti sono fatti su circuiti riconducibili a banche italiane, tutto risulta più facile da controllare e tracciabile. Le movimentazioni anomale in conto corrente sono infatti segnalate all’Uif che svolge le indagini di rito.

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