Maxiemendamento Legge di bilancio. Proroga anche per il bonus sud

Nel testo finale della Legge di bilancio troverà posto la proroga del bonus investimenti al Sud

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Proroga bonus investimenti al Sud anche per il 2023. Nel testo attuale della Legge di bilancio 2023, non c’era traccia della proroga, tuttavia con una nota pubblicata nei giorni scorsi, il Governo tranquillizza soprattutto le imprese, anticipando che la proroga troverà posto nel testo finale della Manovra, come da emendamenti che saranno discussi da qui in avanti, fino all’approvazione finale della stessa.

Oltre alla proroga, non dovrebbero esserci novità sull’agevolazione in sé, dovrebbero rimanere invariate sia l’entità del bonus che le modalità di richiesta.

Vediamo le attuali scadenze del bonus investimenti al sud per poi arrivare alla novità della proroga.

Il bonus investimenti al Sud. Le scadenze attuali

Quando si parla di bonus Investimenti al Sud, si fa riferimento al credito d’imposta riconosciuto, in forza delle previsioni di cui ai commi 98-108 della Legge n° 208/2015, Legge di bilancio 2016, in favore  delle imprese che  investono in beni strumentali nel Mezzogiorno d’Italia: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo

Il credito d’imposta spetta nelle seguenti percentuali:

  • 45% per le piccole imprese (costi ammissibili 3 mln),
  • 35% per le medie (10 mln) e
  • 25 % per le grandi (15 mln).

Il bonus scende al 30, 20 e 10% rispettivamente per le piccole, medie e grandi imprese situate nella regione  Abruzzo. Nelle Zone ZES, il bonus è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022. Nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. L’ultima Legge di bilancio ha previsto che anche per la regione Molise valgono le suddette percentuali rafforzate (45%, 35% e 25%).

Questo perché la norma agevolativa ora richiama la nuova Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Dunque, ci sono più soldi per le imprese.

Bonus Sud. La probabile proroga nella Legge di bilancio 2023

In base alle norme attuali, il bonus spetta sulla base delle seguenti scadenze:

  • dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2022, per gli investimenti effettuati nel Mezzogiorno;
  • dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, per gli investimenti effettuati nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016;
  • dalla data del DPCM istitutivo della Zona economica speciale al 31 dicembre 2022, per gli investimenti effettuati nelle ZES;
  • dalla data del DPCM istitutivo della Zona logistica semplificata al 31 dicembre 2022, per gli investimenti effettuati nelle ZLS.

Per gli investimenti nelle ZLS valgono le medesime intensità di aiuto previste per la regione Abruzzo (vedi pr. precedente).

Detto ciò, nel testo attuale della Legge di bilancio, non c’è traccia della proroga del bonus, tuttavia con una nota pubblicata nei giorni scorsi, il Governo ha anticipato che con alcune proposte emendative saranno disposte:

la proroga del credito d’imposta in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi e destinati a strutture produttive ubicate nei territori delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Abruzzo, Sardegna e Sicilia; la proroga dell’agevolazione c.d. “Zona Franca Sisma Centro Italia” e dell’esenzione dal pagamento delle imposte di bollo e di registro relativamente alle istanze, ai contratti ed ai documenti presentati alle pubbliche amministrazioni per gli interventi di ricostruzione; la proroga del credito d’imposta relativo agli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali e nelle Zone Logistiche Semplificate; la proroga del credito d’imposta maggiorato per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo in favore delle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. Inoltre, si prevede, anche per l’anno 2023, il riconoscimento del credito d’imposta per le spese relative all’installazione e messa in funzione di impianti di compostaggio presso i Centri Agroalimentari presenti nelle regioni Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Di certo una buona notizia per le imprese che intendono investire nel Mezzogiorno.

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