Prelievi al bancomat, da 200 euro rischi più controlli?

Occhio ai prelievi con il bancomat: a partire da 200 euro si rischiano più controlli?

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L’importanza dei soldi deriva essenzialmente dall’essere un legame fra il presente e il futuro“, affermava John Maynard Keynes. I soldi che investiamo oggi, d’altronde, servono a creare delle solidi basi per coloro che prenderanno le redini dell’attuale società. Proprio in tale ambito si rivela fondamentale applicare il concetto di diligenza del buon padre di famiglia, che prevede di adempiere ai propri doveri sempre con impegno, rigore e onestà.

Un concetto basilare, che purtroppo non trova sempre riscontro nella realtà. Ne è un chiaro esempio l’evasione fiscale che continua a essere una delle maggiori piaghe del nostro Paese e a pesare sul bilancio statale. Lo sanno bene la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate che sono sempre al lavoro per scovare i furbetti.

Prelievi al bancomat, da 200 euro rischi più controlli?

Onde evitare spiacevoli inconvenienti è bene prestare attenzione ai prelievi con il bancomat. Entrando nei dettagli, i limiti di prelievo del contante differiscono in base all’accordo stipulato con la propria banca di riferimento.

Sempre i prelievi al bancomat, inoltre, possono destare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate in caso di movimenti sospetti.

Proprio per questo motivo si ricorda che in genere il limite per i prelievi di denaro contante oscilla tra i 200 euro fino a massimo mille euro al giorno. Il limite mensile, invece, è pari a dieci mila euro. A stabilire tali soglie da non superare è la norma antiriciclaggio. Nel caso in cui si registrino prelievi dall’importo consistente, infatti, l’UIF, ovvero l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, può richiedere all’Agenzia delle Entrate di effettuare dei controlli. Una situazione, quest’ultima, che in genere ha luogo in seguito ad azioni illecite.

L’importante compito dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia

Come si evince dal sito dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, quest’ultima ha un ruolo centrale nella lotta all’evasione fiscale:

“La UIF riceve e acquisisce informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, principalmente attraverso le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari, professionisti e operatori non finanziari; effettua l’analisi finanziaria di dette informazioni, utilizzando l’insieme delle fonti e dei poteri di cui dispone e ne valuta la rilevanza ai fini della trasmissione al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza-NSPV e alla Direzione Investigativa Antimafia-DIA, organi competenti per gli accertamenti investigativi”.

Ad aumentare il rischio controlli, quindi, non è l’importo in sé del prelievo. Bensì la provenienza del denaro. Allo stesso modo, nel caso in cui, ad esempio, una persona dichiari un reddito inferiore alle uscite, è ovvio che scatteranno i controlli del Fisco. Questo al fine di accertare che non si tratti di un caso di evasione fiscale.

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