Pensioni, opzione donna 2021: una scelta troppo penalizzante?

Prorogata, anche per il 2021, l’opzione donna: si tratta di un meccanismo di pensionamento rivolto alle sole donne sia autonome che dipendenti.

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Prorogata, anche per il 2021, l’opzione donna: si tratta di un meccanismo di pensionamento rivolto alle sole donne sia autonome che dipendenti.

Accedere ad Opzione Donna 2021 è sempre una scelta saggia? In effetti, le penalizzazioni previste da questa misura sono abbastanza pesanti e possono portare ad un taglio del trattamento previdenziale che arriva anche al 30%.

Opzione Donna 2021: cos’è?

Prorogata, anche per il 2021, l’opzione donna: si tratta di un meccanismo di pensionamento rivolto alle sole donne sia autonome che dipendenti.

Possono accedere ad Opzione Donna 2021 le lavoratrici, del settore pubblico e privato, dipendenti o autonome, che entro il 31 dicembre 2020 abbiano compiuto 58 anni (59 anni se lavoratrici autonome) in presenza di almeno 35 anni di contributi.

Opzione Donna 2021: a chi spetta?

Opzione Donna 2021 è meccanismo riservato unicamente alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Non rientrano nella misura le lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS, di cui all’art. 2, co. 26 della Legge n. 335/1995.

Opzione Donna 2021: quali sono i requisiti?

Per beneficiare della misura Opzione Donna 2021 è necessario possedere determinati requisiti, sia pensionistici che anagrafici.

È necessario avere:

  • un’età pari o superiore a 58 anni, nel caso delle lavoratrici dipendenti;
  • un’età pari o superiore a 59 anni, nel caso delle lavoratrici autonome.

Il requisito contributivo è univoco, ossia pari a 35 anni.

Opzione Donna 2021: occhio ai limiti

La misura previdenziale Opzione Donna presenta limiti che potrebbero disincentivare le lavoratrici ad accedere alla misura.

Uno su tutti è sicuramente il meccanismo di calcolo, che è quello contributivo, che è più penalizzante rispetto al sistema retributivo.

Altro fattore da considerare è la decorrenza del primo assegno previdenziale, in quanto tale tipologia di prestazione soggiace alla c.d. “finestra mobile”, che prevede un meccanismo in base al quale l’erogazione avviene:

  • dopo un anno dalla maturazione dei requisiti per le dipendenti;
  • dopo 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Opzione donna 2021: quando conviene?

L’opzione donna conviene solo quando permette un reale anticipo sulla pensione di vecchiaia o anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi.

Opzione Donna 2021: domanda

INPS specifica che bisogna inviare la domanda:

  • tramite Numero Verde INPS (se in possesso di PIN dispositivo);
  • autonomamente con accesso alla propria area riservata del sito INPS con SPID, CNS o CIE;
  • tramite patronato.

 

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