Pensioni di reversibilità a rischio tagli, ecco le categorie penalizzate

Abbattimento anche nel 2022 della pensione di reversibilità di una certa percentuale qualora il reddito complessivo del superstite ecceda alcuni limiti

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Pensioni di reversibilità a rischio tagli, ecco le categorie penalizzate

La pensione di reversibilità è cumulabile con altri redditi di chi la percepisce anche se entro alcuni limiti. Pertanto, ogni anno l’INPS può, in base ai citati limiti vigente, effettuare dei tagli alla pensione percepita.

Decurtazioni che possono variare dal 25% fino al 50%, a seconda della situazione reddituale rilevata.

Come funziona la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico riconosciuto in caso di decesso del pensionato in favore dei familiari superstiti. In parole più povere, si parla di pensione di reversibilità quando un pensionato muore e la sua pensione continua ad essere pagata ai suoi familiari che sono rimasti in vita (coniuge, figli, ecc.).

L’assegno pensionistico corrisposto, in questo caso, tuttavia, non sarà quello interamente previsto e che veniva pagato al deceduto. L’importo spettante mensilmente ai superstiti, infatti, subisce un taglio in considerazione del numero di superstiti aventi diritto e a seconda della loro situazione reddituale.

Ad esempio, nel caso in cui il superstite sia solo il coniuge (quindi, assenza di figli), la pensione di reversibilità sarà pari al 60% della pensione che era percepita dal deceduto. Nel caso in cui superstiti siano il coniuge e un solo figlio, l’assegno pensionistico sarà dell’80% di quello percepito dal deceduto.

In caso di superstiti rappresentati dal coniuge e da due o più figli, la pensione di reversibilità sarà corrisposta nella misura del 100% dell’importo che era del pensionato deceduto.

I tagli in base al reddito

Come anticipato, la reversibilità è cumulabile con altri redditi del beneficiario. Il cumulo, tuttavia, è ammesso entro determinati limiti fissati annualmente da parte dell’INPS.

Il meccanismo comporta un abbattimento del 25%, del 40% e del 50% della prestazione qualora il reddito del superstite ecceda rispettivamente di 3, 4 o 5 volte il trattamento minimo INPS previsto per l’anno in corso moltiplicato per tredici mensilità.

Ad esempio, con riferimento al 2021, la soglia limite (quindi, cumulo di pensione di reversibilità con altri redditi del percettore) era fissata a 20.107,62 euro. Un taglio del 25%, invece, in caso di reddito complessivo (pensione reversibilità più altri redditi) oltre 20.107,62 e fino a 26.810,16.

Si attendono di conoscere i possibili tagli per il 2022.

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