Anche per il 2020 è confermata per i lavoratori precoci la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi versati. La possibilità di uscita dal mondo del lavoro è quindi consentita dalla legge al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione all’Inps (cosi detta quota 41 o pensione per lavoratori precoci) purché si abbia lavorato almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni (lavoratori precoci) e si appartenga a specifiche condizioni sociali.

Aver maturato 41 anni esatti di contribuzione consente quindi di presentare domanda di pensione all’Inps, ma è necessario verificare che nel proprio estratto contributivo sia presente almeno un anno di versamenti ai fini pensionistici prima del compimento dei 19 anni.

Lo Stato, infatti, consente la pensione anticipata ai lavoratori meritevoli di maggior tutela previdenziale e cioè coloro che abbiano iniziato a lavorare presto, in età precoce, magari rinunciando a percorsi formativi o di studi per necessità economiche.

Requisiti per accedere a quota 41

Tuttavia il requisito del lavoro precoce di almeno 12 mesi non basta. Per beneficiare del diritto alla pensione con quota 41 è necessario far valere anche uno stato sociale precario o di disagio e cioè:

  • trovarsi in stato di disoccupazione a seguito di perdita involontaria del posto di lavoro e risultare disoccupati da almeno tre mesi dall’evento:
  • assistere da almeno sei mesi un parente di primo grado o il coniuge affetto da handicap grave;
  • avere capacità lavorativa ridotta accertata ai fini dell’invalidità civile pari o superiore al 74;
  • svolgere attività lavorative usuranti da almeno sei anni negli ultimi sette prima della domanda di pensione;
  • essere lavoratori dipendenti addetti alle attività usuranti o ai lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

I lavori usuranti riconosciuti dalla legge

Le categorie dei dipendenti addetti ai lavori usuranti sono le seguenti:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del d.lgs.67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Quando e come fare domanda di pensione

La domanda di pensione precoce va presentata entro il 1 marzo 2020.

Oltre tale data la domanda non sarà scartata, ma la pensione verrà liquidata solo se vi saranno disponibilità finanziari sufficienti da parte dell’Inps. Male che vada si dovrà attendere l’anno successivo. Da ricordare che il requisito dei 41 anni di contribuzione può essere raggiunto anche cumulando i peridi assicurativi nelle varie gestioni (ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228). La domanda di pensione va presentata online attraverso il sito Inps, mediante Contact Center Inps o tramite patronato.