Pensione troppo bassa: si può denunciare l’Inps

Pensione troppo bassa. Se il calcolo dell'Inps è errato si può fare ricorso? Analisi della procedura e della tempistica.

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Pensione troppo bassa. Se il calcolo dell'Inps è errato si può fare ricorso? Analisi della procedura e della tempistica.

In caso di pensione troppo bassa si può “denunciare” l’Inps”? Questa domanda genera un volume di ricerche su internet tale da far pensare che sull’argomento ci sia una certa confusione.

Ricorso all’Inps per pensione troppo bassa: ecco quando è ammesso

Prima di tutto occorre chiarire che non si tratta propriamente di una denuncia quanto di un ricorso amministrativo  di irregolarità.

Lo scopo, quindi, dovrebbe quello di correggere un importo sbagliato. Per pensione troppo bassa, quindi, è bene chiarirlo onde evitare di alimentare false speranze e illusioni, non ci si riferisce a quella comunque legata a contributi versati tardi ma ad errori di calcolo da parte dell’Inps. Se il ricorso amministrativo non viene accolto ci si può rivolgere al giudice.

Per fare segnalazione di errore sulla pensione o altra prestazione all’Inps, ci si può rivolgere all’ufficio territorialmente competente presentando, preferibilmente per raccomandata A/R,  il modulo appositamente scaricato e compilato in ogni sua parte e specificando l’indirizzo email o di posta ordinaria al quale si desidera ricevere una risposta.

Se invece la segnalazione non porta al risultato sperato, allora il contribuente potrà procedere con il ricorso amministrativo rivolgendosi all’organo specifico che ha emesso il provvedimento o la pensione in modo errato. Il ricorso va presentato tramite intermediari, ad esempio un patronato o il consulente del lavoro, oppure direttamente online sul portale Inps, accedendo alla sezione “Sevizi per il cittadino” e poi a “Ricorsi online” tramite credenziali SPID.

Il termine per presentare ricorso amministrativo è di 90 giorni che possono decorrere dal:

  • giorno di ricezione dell’atto amministrativo contestato;
  • 121° giorno a partire dall’ invio del reclamo (c.d. “silenzio rigetto”).

Se la pratica viene rigettata, il contribuente potrà rivolgersi alla Corte dei Conti entro 3 anni dal rigetto/silenzio.

In caso di rigetto del ricorso amministrativo, il cittadino potrà intraprendere la via giudiziaria. Il giudice al quale rivolgersi cambia in base al tipo di irregolarità segnalata:

  • giudice previdenziale per settore assicurazioni sociali, infortuni e malattie professionali, previdenza e assistenza obbligatoria, assegni familiari e sociali e inosservanza degli obblighi del datore di lavoro;
  • giudice della Corte dei Conti in caso di controversie su pensioni e assegni di indennità;
  • Tribunale ordinario per le controversie di previdenza complementare;
  • Tar per gli interessi legittimi nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • giudice di Pace per interessi e accessori.

La normativa prevede anche alcune fattispecie tassative in cui il contribuente può denunciare un provvedimento Inps senza prima procedere attraverso la procedura amministrativa. Più nello specifico ciò è possibile:

  • quando il contribuente richiede un provvedimento d’urgenza;
  • in caso di semplici errori di calcolo;
  • per l’opposizione a cartelle di pagamento.

In questi casi spetta alle autorità competenti stabilire se l’errore c’è stato veramente ed eventualmente ad imporre all’Inps la correzione immediata.

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