Pensione senza tasse: perché (oggi) la Calabria non può essere il Portogallo italiano

L’idea di una zona franca per le pensioni in Calabria piace, ma non è fattibile. Ecco perché l’idea di Salvini è destinata a tramontare in fretta.

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L’idea di una zona franca per le pensioni in Calabria piace, ma non è fattibile. Ecco perché l’idea di Salvini è destinata a tramontare in fretta.

In campagna elettorale, come in amore o in guerra, tutto sembra lecito. Anche l’idea, lanciata dal premier della Lega Matteo Salvini, di azzerare le tasse sulle pensioni per chi trasferisce la residenza in Calabria. Un’idea che folle, ma che fa riflettere sullo stato di disagio di migliaia di pensionati italiani vessati da un fisco opprimente.

Così, se non sarà la riforma del fisco a sistemare un po’ le cose per i pensionati, ci potrebbero pensare le Regioni. Anche per evitare il depauperamento del territorio o l’emigrazione verso Paesi limitrofi dove le imposte sulle pensioni sono nettamente più basse.

Pensioni senza tasse in Calabria, si può o no?

L’ipotesi di fare della Calabria una zona franca per pensionati sembrerebbe un po’ azzardata, ma di fatto non lo è. Vero che in Italia è Lo Stato competente in materia di tributi e imposte, soprattutto sulle pensioni.

Ci vorrebbe quindi una legge ad hoc, da parte dello Stato, per legiferare a favore di una Regione piuttosto che di un’altra. Come avviene per le Regioni a statuto speciale o dalle province autonome, riconosciute dalla Costituzione.

Ciò non toglie, però, che la Regione possa riconoscere dei bonus o degli sconti ai pensionati che decidono di trasferirsi a vivere in Calabria. Lo ha fatto la Campania portando per qualche mese le pensioni minime a 1.000 euro, perché non potrebbe farlo anche la Calabria?

Una zona franca per pensionati

Ma se formalmente ciò è fattibile, in pratica diventerebbe impossibile. In primo luogo perché rimborsare tasse sulle pensioni a tutti coloro che decidono di portare la residenza in Calabria sarebbe un salasso per le casse di una Regione del Sud.

In secondo luogo ci sarebbe la rivolta dei pensionati che già risiedono in Calabria e chiederebbero lo stesso trattamento fiscale in ossequio ai principi di eguaglianza sanciti dalla Costituzione.

Infine, un simile intervento, sarebbe probabilmente anticostituzionale poiché altre Regioni italiane si ritroverebbero svantaggiate. E poi chi controllerebbe, a tutti gli effetti, se un pensionato che risiede in Calabria ci sta a vivere tutto l’anno?

Un conto è trasferire la residenza fuori dai confini italiani, in Portogallo o altrove. Altra cosa è rimanere all’interno dello Stato dove gli spostamenti sono liberi e senza vincoli di sorta.

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