Pensione precoci quota 41: quando è possibile e quando no con contratto a tempo determinato

Non tutti i lavoratori a tempo determinato possono fruire della quota 41 precoci ma soltanto quelli vittima di licenziamento (non per scadenza di contratto non rinnovato).

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Non tutti i lavoratori a tempo determinato possono fruire della quota 41 precoci ma soltanto quelli vittima di licenziamento (non per scadenza di contratto non rinnovato).

Buongiorno,

sono un lavoratore dipendente (classe 1963) settore privato,

ho incominciato a lavorare Ottobre 1978,

con fine 2019 maturo 39 anni di contributi versati,

sono 8 anni che lavoro a contratto determinato,

a fine anno mi scade il contratto, e non mi sarà rinnovato,

andando in disoccupazione nel 2020, e consumando la Naspi per 2 anni,

posso andare con la legge PRECOCI in pensione anticipata con quota 41???  

Certo della sua attenzione la saluto.

Pensione quota 41 disoccupati, quando spetta

La pensione quota 41 spetta ai lavoratori precoci in possesso di determinati requisiti e che appartengono a categorie  di lavoratori tutelate.

Per accedere alla quota 41, innanzitutto è necessario appartenere alla categoria dei lavoratori precoci ed è, quindi, necessario aver versato almeno 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni di età.

Occorrono poi, 41 anni di contributi maturati e l’appartenenza ad una delle seguenti tipologie di lavoratori: disoccupati, caregivers, invalidi, usuranti e gravosi.

Per ognuna di queste tipologie di lavoratori, poi, sono richiesti ancora dei requisiti.

Lei vorrebbe rientrare nella quota 41 come lavoratore disoccupato ma ai lavoratori disoccupati è richiesta la perdita del lavoro per licenziamento. Possono accedere sia lavoratori con contratto a tempo indeterminato che a tempo determinato ma essenziale, oltre alla fruizione per intero della indennità di disoccupazione spettante, è il licenziamento.

Questo, quindi, esclude dalla platea dei possibili fruitori della quota 41 tutti i lavoratori a tempo determinato che hanno perso il lavoro per termine naturale del contratto di lavoro (per scadenza dello stesso quindi).

Scadendole il contratto di lavoro a fine anno, di conseguenza, non può in alcun modo rientrare nella quota 41 precoci per la quale è richiesto espressamente il licenziamento (e per la quale si escludono espressamente i lavoratori a tempo determinato con contratto scaduto). Pur potendo, quindi, fruire della Naspi per 2 anni non potrà ambire a pensionarsi con la misura.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.

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