Pensione più alta: meglio il TFR in azienda o il fondo pensione complementare?

Mentre le forze politiche ragionano su nuove forme di flessibilità pensionistiche in uscita per il post-Quota 100, i lavoratori valutano come ottenere la pensione più alta.

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Mentre le forze politiche ragionano su nuove forme di flessibilità pensionistiche in uscita per il post-Quota 100, i lavoratori valutano come ottenere la pensione più alta.

La Riforma Pensioni 2022 è una questione spinosa. Mentre le forze politiche ragionano su nuove forme di flessibilità pensionistiche in uscita per il post-Quota 100, i lavoratori valutano come ottenere la pensione più alta.

Oggi più che mai, a fronte di una pensione Inps destinata a ridursi sempre più mentre il costo della vita aumenta, la pensione integrativa diventa indispensabile. Per assicurarsi una vecchiaia dignitosa, quali sono le scelte da fare?

Meglio il TFR in azienda o il fondo pensione complementare?

Conviene lasciare il TFR in azienda o destinarlo ad un fondo pensione?

Scegliere tra queste due opzioni può fare la differenza, ma bisogna avere le idee chiare, comprendere i vantaggi di entrambe.

Pensione più alta: TFR in azienda o fondo pensione?

Il TFR (Trattamento di fine rapporto) è noto anche come liquidazione o buonuscita. E’ una somma accantonata nel corso degli anni di servizio, che verrà riconosciuta al lavoratore dipendente all’atto della cessazione del rapporto con l’azienda.

Capire come destinare questa somma è una scelta importante.

Dal 2005, il lavoratore può scegliere tra lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo ad un fondo pensione (aperto o chiuso).

Lasciare il TFR in azienda non è un obbligo: la decisione spetta soltanto al lavoratore a cui è destinata la somma accantonata. In passato, costituiva un obbligo: è decaduto grazie al D.Lgs 252/2005 che ha concesso al lavoratore la libera scelta.

TFR in azienda e fondo pensione complementare: tassazioni diverse

Il lavoratore ha tempo 6 mesi per decidere come destinare il TFR. Superati i 6 mesi, il Trattamento di Fine Rapporto sarà versato in un fondo pensione. Se il lavoratore non intende destinare il TFR ad un fondo pensione dovrà comunicarlo espressamente prima della scadenza del termine.

La scelta si basa su diversi fattori, prima fra tutti la tassazione.

Lasciando il TFR in azienda la somma viene rivalutata annualmente dell’1.5% a cui aggiungere il 75% del tasso d’inflazione. Il TFR è soggetto a Irpef, per cui bisogna considerare la tassazione dell’ultimo stipendio (dal 23% al 43%, in base ai diversi scaglioni).

Il fondo pensione prevede, invece, una tassazione più bassa, del 15% più o meno, che oltretutto cala in base al tempo di permanenza nel fondo.

La scelta tra l’una e l’altra opzione dipende dalla situazione di ogni singolo lavoratore. Il fondo pensione potrebbe essere indicato ad un giovane, mentre per altri lavoratori potrebbe convenire il TFR in azienda. Bisognerà fare un calcolo preciso per avere modo di fare la scelta giusta.

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