Pensione disoccupati: la sentenza da conoscere per avere la meglio sull’Inps

In base a una sentenza della Corte Costituzionale l’Inps deve calcolare la pensione in presenza di periodi di disoccupazione del lavoratore.

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Per la pensione di vecchiaia quanto si prende e quali sono tutti i requisiti da rispettare

Pensioni più alte per chi è ha perso il lavoro. Lo stabilisce una sentenza della Corte Costituzionale di quattro anni fa, ma solo recentemente applicata dal Inps e che prevede il ricalcolo della pensione per i disoccupati.

A spiegare bene come funziona la novità è la circolare Inps n. 883 del 23 febbraio 2022. In essa si fa riferimento a una sentenza della Corte e si parla di neutralizzazione dei contributi figurativi per disoccupazione.

Il ricalcolo dei contributi figurativi

L’Inps spiega che è possibile chiedere la neutralizzazione dei contributi figurativi della disoccupazione, se questi comportano la svalutazione della pensione ai fini del raggiungimento dell’età di pensione.

Il beneficio della neutralizzazione dei contributi è ammesso solo per i  periodi di disoccupazione coperti da contribuzione figurativa, versati negli ultimi 5 anni prima della decorrenza della rendita.

In altre parole, poiché la contribuzione figurativa è penalizzante ai fini della misura di pensione, se questi ricadono a ridosso dell’età pensionabile possono essere esclusi dal calcolo. Il limite massimo è costituito da 260 settimane.

Questa opzione può essere esercitata solo a domanda del lavoratore e non è automatica.

Pensione più alta per i disoccupati

Tuttavia, al fine del calcolo della pensione, gli stessi periodi di contribuzione figurativa sono esclusi dalla neutralizzazione se sono utili al raggiungimento dell’anzianità contributiva. Cioè se il periodo di disoccupazione è necessario, ad esempio, al raggiungimento del requisito minimo dei 20 anni per accedere alla pensione di vecchiaia a 67.

Pertanto – spiega l’Inps – sono neutralizzabili le ultime 260 settimane di contribuzione figurativa prima della decorrenza della pensione. Solo se queste non servono per  il raggiungimento del diritto.

Ne deriva che tale sistema di calcolo è utilizzabile solo a condizione che ne scaturisca un trattamento di pensione più favorevole al assicurato.

Una volta neutralizzato il periodo di disoccupazione, la rendita è calcolata solo ed esclusivamente sulla parte restante dei contributi versati e non accreditati figurativamente.

Da notare che la neutralizzazione dei contributi, non opera sulle quote calcolate con il sistema contributivo. Per cui, nel sistema misto, sono scartate le quote di contributi figurativi ricadenti nella parte contributiva.

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