Pensione anticipata e penalizzazioni, cosa accadrà nel 2018?

Addio definitivo alle penalizzazioni sulle pensioni anticipate: anche per chi vi accede dopo il 31 dicembre 2017 non ci saranno decurtazioni.

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Addio definitivo alle penalizzazioni sulle pensioni anticipate: anche per chi vi accede dopo il 31 dicembre 2017 non ci saranno decurtazioni.

La leggge di Bilancio 2017 (legge 232 del 2016) ha chiuso definitivamente la partita con le penalizzazioni sulla pensione anticipata. Il sistema di disincentivazione introdotto dalla legge Fornero-Monti, che applicava penalizzazioni a chi accedeva alla pensione anticipata con meno di 62 anni di età, quindi, è stato archiviato definitivamente.

Anche nel 2018, quindi, e negli anni successivi, sarà possibile accedere alla pensione con 42 anni e 10 mesi (cui poi si sommeranno gli aumenti dovuti all’adeguamento per la speranza di vita) e indipendentemente dall’età anagrafica, senza subire alcuna decurtazione sull’assegno previdenziale.

Penalizzazioni pensione anticipata: cosa prevedevano?

Con la riforma previdenziale Monti-Fornero era stata introdotta una misura che penalizzava il trattamento previdenziale di coloro che accedevano alla pensione anticipata con un’età anagrafica inferiore ai 62 anni. La riduzione del trattamento era pari all’1% per i primi due anni mancanti ed era, quindi, applicata a chi accedeva al trattamento con 60 e 61 anni di età. Per coloro che, invece, accedevano alla pensione anticipata prima di compiere 60 anni la penalizzazione era del 2% per tutti gli anni precedenti al sessantesimo. La penalizzazione era applicata alle quote retributive dell’assegno pensionistico.

Le penalizzazioni sulla pensione anticipata, però, sono state oggetto di diversi interventi normativi poiché subito sentite come socialmente intollerabili. Il primo provvedimento approvato, nel 2012, stabiliva la non applicazione delle penalizzazioni alle pensioni i cui contributi derivassero interamente da contribuzione effettiva da lavoro con inclusione della contribuzione derivante dal servizio militare, dalla cigo, dalla malattia, dalla maternità obbligatoria e da congedi e permessi per assistere disabili.

Per le pensioni con decorrenza dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, il meccanismo era stato cancellato dall’articolo 1 comma 113 della legge di stabilità 2015 (legge 190 del 2014). Sono stati, successivamente, depenalizzati anche gli assegni erogati prima del 1 gennaio 2015 con applicazione della depenalizzazione a partire dai ratei del 1 gennaio 2016. Infine, poi, con la legge di bilancio 2017 le penalizzazioni sono state cancellate definitivamente anche per coloro che matureranno l’accesso alle pensione anticipata dopo il 1 gennaio 2018.

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