Pensione anticipata donna a 58 anni, tutte le alternative

Pensione anticipata donna a 58 anni, quando è possibile e quali alternative ci sono? | La Redazione risponde.

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Pensione anticipata donna

Pensione anticipata donna, il quesito di una nostra lettrice:

Gentilissima Angelina, leggo con interesse e rammarico ogni sua spiegazione, ma purtroppo mi sento sempre più intrappolata in un sistema senza via d’uscita.

Ho iniziato a lavorare giovanissima, all’età di vent’anni, il 31 ottobre del ’79, dopo tre anni dalla morte di mio padre.
Nata nel ’59; diplomata nel ’77 (Istituto Magistrale); corso di Puericultrice nel ’78; superato concorso presso un ospedale nell’ ’80 (lavoratrice interina dal 79) fino al settembre’92.

 Per 13 anni ho svolto un lavoro usurante (otto notti al mese !) non riconosciuto come tale perchè,aimè, ad inizio carriera!
Nel settembre 1992 sono stata assunta dal Ministero della Pubblica Istruzione dopo il superamento di due Concorsi nel ’91 ( scuola infanzia e scuola primaria), già in possesso di idoneità per superamento di altri due concorsi all’infanzia e uno alla primaria. All’età di 33 anni ho intrapreso una nuova attività: l’insegnante di scuola Primaria, con due figli di sette e quattro anni che nel primo anno di insegnamento sono diventati tre.
Le ho raccontato, brevemente, la mia vita per farle percepire la storia che c’è dietro ad ognuno di noi e l’impegno che, nel mio piccolo, ho messo nella vita. Oggi mi ritrovo, a 58 anni, ad inseguire con grande stanchezza l’ agoniato trattamento di quiescenza. Mi dica lei di che morte morirò e se potrò finalmente riposare un po’! Grazie per la pazienza.

Cito che per godere dei benefici sono richiesti almeno 7 anni negli ultimi 10, anni 64 notti annui.Io ho fatto da 65 66 notti ogni anno solo 1anno mi mancano 2notti e possibile beneficiare di questa legge. Distinti saluti 

Risposta

In quest’articolo esamineremo tutte le posssibili alternative rispondendo infine al quesito della nostra lettrice.

Pensione Ape Sociale e insegnante scuola dell’infanzia

L’Ape Sociale, individua alcune categorie di lavoratori che svolgono mansioni gravose:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • personale non qualificato addetto a servizi di pulizia;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori rifiuti;
  • operai agricoli,
  • marittimi;
  • pescatori e operai siderurgici di seconda fusione.

L’APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

L’ Ape Sociale beneficia alcune categorie di lavoratori che svolgono particolari prestazioni, chiamato “lavoro gravoso“. Il beneficio di far parte di questa categoria dà la possibilità di pensionamento con 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi versati.

I lavoratori gravosi per accedere al beneficio del pensionamento anticipato devono aver svolto 6 degli ultimi 7 anni lavorativi e hanno almeno 36 anni di contributi. Sono esclusi da questo beneficio i lavoratori autonomi e parasubordinati.

Pensione anticipata Ape Rosa

Parte la nuova misura di pensione anticipata nel 2018, si chiama Ape rosa. Il provvedimento è stato inserito all’interno della Legge di Bilancio e consente alle lavoratrici di uscire fino a 2 anni prima, qualora si abbiano 2 figli, per ciascuno dei quali viene garantito uno sconto contributivo di 1 anno. E’ necessario aver compiuto 63 anni di età e avere 30 o 36 anni di contributi in caso si svolge una mansione gavosa. Con lo sconto per i figli i requisiti si abbassano a 28 e 34 anni di contributi, nel caso si abbiano 2 figli,  29 e 35 con un figlio.

Tutti gl’altri requisiti sono identici all’APE Sociale.

Pensione anticipata: maternità 2018

Per le donne, in base al calcolo dell’assegno pensionistico interamente col sistema contributivo, possono anticipare la pensione di 4 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di 12 mesi di anticipo, nello specifico l’agevolazione si limita a 3 figli, dal 4°in poi non sono previsti anticipi ulteriori.

In alternativa, chi ha sino a 2 figli può aumentare il coefficiente di trasformazione della pensione di 1 anno, mentre chi ha 3 o più figli può aumentarlo di 2 anni.

Ricordiamo che in riferimento alla pensione contributiva, sono riconosciuti dei contributi figurativi per le assenze dal lavoro dovute a:

  • educazione e assistenza dei figli, sino al compimento di 6 anni di età, sono accreditati non più di 170 giorni per ciascun figlio;
  • assistenza a figli dai 6 anni di età, al coniuge e al genitore conviventi, previsto dalla Legge 104, possono essere accreditati al massimo 25 giorni complessivi l’anno, con una soglia limite nella vita lavorativa di 24 mesi.

Questi benefici sono validi per tutte le pensioni calcolate col sistema contributivo.

Pensione salvaguardia 2018

La salvaguardia o salvacondotto, consiste nella possibilità, per i nati sino al 31 dicembre 1952, di pensionarsi a 64 anni di età dal 2018 con l’incremento legato alla speranza di vita, se si possiedono:

  • almeno 20 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2012, se donne;
  • almeno 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2012, più la quota 96 (sommatoria di età e contribuzione) se uomini.

Le donne risultano dunque agevolate da questa opzione, potendo pensionarsi con 15 anni di contributi in meno rispetto agli uomini.

Purtroppo questa forma di pensionamento non è aperta ai dipendenti pubblici, e presenta parecchi limiti per coloro che non risultano occupati come lavoratori dipendenti alla data del 28 dicembre 2011.

Pensione RITA, in pensione a 61 anni

Una alternativa interessante è la Rendita integrativa RITA, inserita con la manovra 2018, la rendita integrativa temporanea anticipata diventa accessibile quando mancano cinque anni alla pensione, non viene più previsto il requisito anagrafico dei 63 anni, resta invariato il requisito contributivo di 20 anni di contribuzione versata di cui almeno 5 anni in un fondo pensione.

Per i lavoratori disoccupati l’anticipo è previsto di 10 anni se risultano disoccupati a 24 mesi e non lavorano da 10 anni che hanno una contribuzione minima di 20 anni.

Oltre al possesso dei requisiti per l’APE Volontaria,  la norma richiede che sia intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro.

Ad oggi non è possibile accedere alla RITA, si aspettano maggiori chiarimenti, interpretazione e circolari esecutive INPS.

Pensione Ape Volontaria

L’Ape volontaria è un’opzione irreversibile, a differenza dell’Ape sociale, non ci sono preferenze per disoccupati o invalidi.
L’APE volontaria si rivolge a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere un’età anagrafica di 63 anni di età ed essere in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • non percepire assegno di invalidità o pensione diretta.

Conclusioni

Abbiamo fatto un analisi di tutte le possibilità del pensionamento anticipato, quindi le consiglio di rivolgersi ad un patronato e controllare il suo estratto contributivo e vedere in quale di queste alternative lei può rientrare e quali sono i benefici effettivi.

In riferimento al lavoro usurante (notti), la norma dei lavori usuranti detta che: “il beneficio pensionistico è riconosciuto ai lavoratori che, in possesso dei requisiti soggettivi richiesti, abbiano svolto una o più delle attività usuranti per un tempo pari:

  •  ad almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;
  • ad almeno la metà della vita lavorativa per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018 in poi.

Secondo il mio parere lei non rientra in questi requisiti.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”.

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