Pensione anticipata Ape Sociale proroga 2019 e Reddito di cittadinanza nel nuovo contratto di Governo

Proroga pensione anticipata Ape Sociale e Reddito di cittadinanza, cosa prevedono? Ci sono speranze in una proroga?

di Angelina Tortora, pubblicato il
pensione Ape Sociale e assegno invalidità civile

La pensione anticipata Ape Sociale il 31 dicembre 2018 volge al termine, salvo una proroga per il 2019. Un lettore ci chiede spiegazioni in merito e chiede notizie anche sul reddito di cittadinanza.

Buongiorno signora Angelina, sa dirmi, per favore se l’ape social sarà prorogata a tutto il 2019?
Leggo ora le nuove bozze di Salvini e Di Maio sulle pensioni e non menzionano l’ape social ma il reddito di cittadinanza (per i disoccupati).
Tra l’altro leggo i requisiti richiesti per il reddito di Cittadinanza e dicono che per “mantenerlo” bisogna cercare lavoro 2 ore al gg., fare formazione ,accettare uno dei primi 3 lavori proposti,  ecc. ecc.

MA COSA SI MANTIENE ?SE UNO TROVA LAVORO PERDE IL REDDITO DI CITTADINANZA O NO ?? Io non capisco .
Nel 2019 io avrei i requisiti per l’ape social ma non capisco se la tolgono e in questo caso io avrei ben 5 anni da aspettare per avere la pensione di vecchiaia (30 anni e mezzo di contributi versati, disoccupata dal 2015, licenziata dal curatore fallimentare e ricevuta naspi), nata nel 1956. Può farmi chiarezza, per favore, signora Angelina? La ringrazio molto.

Ape Sociale ci sarà la proroga?

La previsione contenuta nella legge di Bilancio è rappresentata dall’istituzione del Fondo Speciale per l’APE nel quale confluiranno i risparmi maturati con l’obiettivo di prorogare la possibilità sino al 31 dicembre 2019 (per l’estensione temporale servirà però un provvedimento legislativo).

Il fondo avrà dotazione di 17,4 milioni di euro per il 2019, 12,1 milioni per il 2020, 14,4 milioni per il 2021, 6,6 milioni per il 2022, 7,9 milioni per il 2023 e 5 milioni a decorrere dal 2024.

Molti i cittadini, come il nostro lettore, che sperano nel rinnovo dell’APe Sociale.

Il nuovo contratto di Governo Lega e 5 Stelle, non menziona la proroga dell’Ape Sociale, quindi se non fosse prorogata, vedrà la sua chiusura il 31 dicembre 2018.

Il nuovo contratto di governo e la riforma pensionistica

Il contratto di accordo di Governo tra Salvini Di Maio, resta l’ultima tappa, decidere il premier. L’accordo prevede importanti novità sulla riforma pensione. In rifermento alla legge Fornero non si parla di abolizione, ma di semplice superamento. Saranno stanziati 5 miliardi e per agevolare l’uscita anticipata dei lavoratori, per combattere la disoccupazione. La nuova Riforma pensioni prevede la quota 100, prevista nel programma dei cinque stelle e la proroga della misura sperimentale Opzione donna.

Per maggiori informazioni, leggere: Pensione Quota 100, Opzione Donna e Legge Fornero, firmato l’accordo del nuovo Governo, tutte le novità

Reddito di cittadinanza

Il contratto di Governo firmato dalla Lega e Movimento 5 stelle, prevede il reddito di cittadinanza, al momento le uniche indicazioni sono quelle inserite nel contratto, per sapere come funzionerà e cosa comprenderà, ci vorrà tempo. Inoltre, non sarà semplice il suo ingresso. Riportiamo il testo sul reddito di cittadinanza nel contratto di governo.

Reddito di cittadinanze nel contratto di governo

Il reddito di cittadinanza è una misura attiva rivolta ai cittadini italiani al fine di reinserirli nella vita sociale e lavorativa del Paese. Garantisce la dignità̀ dell’individuo e funge da volano per esprimere le potenzialità lavorative del nostro Paese, favorendo la crescita occupazionale ed economica.

La misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno; l’ammontare
dell’erogazione è stabilito in base alla soglia di rischio di povertà calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L’ammontare è fissato in
780,00 Euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari più numerosi.

Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro, l’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento dell’attività lavorativa richiesta.

La misura si basa su due direttrici guida che sono da un lato la tipologia di professionalità del lavoratore in questione e dall’altro la sinergia
con la strategia di sviluppo economico mirato all’obiettivo della piena occupazione, innescata dalle politiche industriali volte a riconvertire
i settori produttivi, così da sviluppare la necessaria innovazione per raggiungere uno sviluppo di qualità.

Tale percorso prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori che si trovano momentaneamente in stato di disoccupazione.
La pianificazione di un potenziamento generale di tutti i centri per l’impiego sul territorio nazionale è finalizzata a: incrementare la presenza, efficienza e qualità dei servizi per l’impiego; identificare e definire idonei standard di prestazione dei servizi da erogare; adeguare i livelli formativi del personale operante.

Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo
scorso 6 ottobre 2017, che garantirebbe l’utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo (FSE) per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia (unico paese europeo oltre la Grecia a non prevedere tale misura), anche invitando la Commissione europea a monitorare specificamente l’utilizzo del FSE per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Pensione di cittadinanza

E’ stata prevista anche la pensione di cittadinanza: “È necessario assegnare una pensione di cittadinanza a chi vive sotto
la soglia minima di povertà.

La nostra proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i
medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza.

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