Pensione Quota 100, Opzione Donna e Legge Fornero, firmato l’accordo del nuovo Governo, tutte le novità

Raggiunto l'accordo di Governo tra Salvini Di Maio, importanti novità sulla Riforma pensioni: Quota 100, Opzione donna e Legge Fornero.

di Angelina Tortora, pubblicato il
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Pubblicato il contratto di accordo di Governo tra Salvini Di Maio, resta l’ultima tappa, decidere il premier. L’accordo prevede importanti novità sulla riforma pensione. In rifermento alla legge Fornero non si parla di abolizione, ma di semplice superamento. Saranno stanziati 5 miliardi e per agevolare l’uscita anticipata dei lavoratori, per combattere la disoccupazione. La nuova Riforma pensioni prevede la quota 100, prevista nel programma dei cinque stelle e la proroga della misura sperimentale Opzione donna.

Opzione donna

Proroga della misura sperimentale “Opzione Donna” che permette alle lavoratrici di andare in pensione con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età optando per il regime contributivo.

Pensione Quota 100 in cosa consiste

La quota 100 ha l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva. Tenendo conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti.

Riportiamo cosa prevede il programma del M5S

Accesso più flessibile alla pensione. La riforma previdenziale “Fornero” ha repentinamente alzato le soglie di accesso alla pensione di vecchiaia, scaraventando centinaia di migliaia di lavoratori “anziani” in un limbo di disperazione e generando la surreale (e vergognosa) categoria degli “esodati”.

Al tempo stesso, intere generazioni di giovani continuano a restare tagliate fuori per molti anni dal mondo del lavoro, con ricadute negative per imprese private e pubbliche amministrazioni.

È evidente l’errore tecnico e culturale in cui incorrono i governi che insistono nell’alzare l’asticella dell’età anagrafica da raggiungere per il pensionamento: si pensa di rendere in questo modo sostenibile un sistema previdenziale che, in realtà, con il meccanismo cosiddetto “a ripartizione”, si regge in piedi soltanto se c’è lavoro di qualità per la popolazione attiva e congrui versamenti contributivi che servono a pagare le pensioni odierne (un sistema che costa circa 270 miliardi). Se i giovani non lavorano oggi, non possono mantenere i pensionati di oggi.

Bisogna quindi consentire ai lavoratori di scegliere con più libertà, entro certi limiti, la soglia anagrafica e di anzianità professionale da conseguire prima di accedere alla quiescenza. Magari, incentivando la staffetta generazionale come strumento di riduzione dell’orario del lavoratore vicino alla pensione, a fronte dell’assunzione di giovani, al fine di favorire l’occupazione giovanile e accompagnare i lavoratori anziani verso l’addio alla professione, garantendo un passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni.

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Argomenti: News pensioni, Opzione donna, Riforma pensioni