Pensione all’estero: quelli che decidono di trasferirsi in Tunisia e perché conviene

Scegliere di trasferirsi in Tunisia e spendere all'estero la pensione conviene? Ecco pro e contro

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Scegliere di trasferirsi in Tunisia e spendere all'estero la pensione conviene? Ecco pro e contro

Una delle destinazioni più gettonate dagli italiani che decidono di godere della pensione all’estero e non temono un cambiamento di vita drastico è la Tunisia. Il clima e il costo della vita fanno di questo Paese dell’Africa del Nord una delle mete extra europee più richieste. Ma come si vive in Tunisia? Trasferirsi lì per vivere il periodo della pensione conviene?

In molti scoprono la Tunisia in vacanza e poi decidono di trasferirsi lì per vivere.

Pensione in Tunisia: agevolazione sulle tasse per gli italiani

L’Italia rientra tra i Paesi che usufruiscono della legge tunisina n. 2006-85 del 25 dicembre 2006 sulle pensioni. Brevemente il meccanismo della “non doppia imposizione” prevede che pensionati stranieri, tra cui italiani, che ottengono il permesso di soggiorno, possano godere di una convenzione fiscale. Per ottenere il permesso di soggiorno tunisino bisogna dimostrare di vivere effettivamente in Tunisia per almeno 6 mesi + 1 giorno l’anno anche non continuativi e occorre essere titolari di un conto bancario sul quale viene accreditata la pensione percepita dall’Italia. Soddisfatte queste condizioni, la pensione viene accreditata con una riduzione del reddito imponibile al 20%. A conti fatti la tassazione sull’assegno pensionistico arriva a circa il 2% del totale (e peraltro se il pensionato è capofamiglia è prevista un’ulteriore detrazione).

Trasferirsi per la pensione in Tunisia: è sicuro?

Dal punto di vista fiscale quindi non c’è dubbio che trasferirsi in Tunisia sia conveniente per i pensionati italiani. Ci sono però degli aspetti che non possono non essere considerati. In questo contesto sociale, economico e politico internazionale, non si può non prestare attenzione al rischio di attentati terroristici e all’allerta per le tensioni interne al Paese.

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Non solo: la sanità pubblica, aspetto non secondario per chi decide di trasferirsi all’estero non sempre è di livello adeguato, soprattutto lontano dalle città principali. Diverso il discorso per le strutture private, che comunque hanno costi accessibili e sono convenzionate con le principali compagnie assicurative internazionali.

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