Opzione Donna 2020: quando si può smettere di lavorare e calcolo penalizzazione

Opzione Donna 2020 con requisiti 2019: il calcolo da fare per capire quanto si perde sull'assegno e quando si può smettere di lavorare.

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Opzione Donna 2020 con requisiti 2019: il calcolo da fare per capire quanto si perde sull'assegno e quando si può smettere di lavorare.

Gradirei sapere quando posso fare domanda  opzione donna 2020. Avendo raggiunti i requisiti nel 2019. Grazie ….e capire come potere calcolare la decurtazione….cioè 25% 35%40%?

Il quesito della nostra lettrice in merito all’uscita dal lavoro con Opzione Donna 2020 ci permette di chiarire alcuni concetti fondamentali sul tema. Le lavoratrici che hanno perfezionato i requisiti per l’opzione donna entro il 31 dicembre 2019 possono usufruire della proroga della misura.

I requisiti previsti, vale la pena ricordarlo, sono:

  • per dipendenti: 58 anni di età e 35 anni di contributi;
  • per autonome: 59 anni di età e 35 anni di contributi.

Tuttavia ci sono alcuni aspetti da considerare per capire se aderire all’opzione donna conviene oppure no. La domanda della lettrice ne mette subito in evidenza uno importante: il taglio dell’assegno pensione.

Proroga Opzione Donna 2020: chi può aderire all’uscita anticipata

Come abbiamo accennato sopra, possono fare domanda per l’opzione donna le lavoratrici che raggiungono i requisiti entro il 2019. Le lavoratrici del comparto scuola potranno fare richiesta entro il 29 febbraio 2020 per uscire con il nuovo anno scolastico.

Cerchiamo ora di capire quanto si perde sull’assegno.

Il pensionamento anticipato con questo canale prevede per le lavoratrici un ricalcolo dell’assegno pensionistico interamente con il sistema contributivo e determina dunque una riduzione dell’importo mensile media del 25-35%.

Si può arrivare a perdere fino al 40% per lavoratrici con metodo retributivo o misto. Una lavoratrice, ad esempio, che ha iniziato a lavorare molto giovane e che ha maturato un importo alto ma con il retributivo, sarà la più penalizzata.

La buona notizia è che si tiene conto di tutti i contributi maturati, inclusi quelli figurativi.

Difficile dire quindi nel caso concreto di quanto sarà la penalizzazione perché non abbiamo dati per ricostruire la carriera dell’interessata (alla quale consigliamo di rivolgersi ad un Caf per il calcolo esatto che, comunque, salvo l’ultima ipotesi prospettata, dovrebbe essere sul 25-30%).

Alla nostra lettrice ricordiamo inoltre di tener conto dei tempi di attesa per l’assegno: la finestra temporale è di 12 mesi (18 per le autonome) durante i quali si potrà scegliere se continuare a lavorare. Chi non lo fa in pratica non avrà entrate da stipendio o pensione per almeno un anno.
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