Nuova Sabatini: nella Legge di bilancio nuove risorse ma ritorna il limite di 200.000 euro

L'erogazione della Nuova Sabatini in unica soluzione verrà ammessa solo in caso di finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro

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L'erogazione della Nuova Sabatini in unica soluzione verrà ammessa solo in caso di finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro

IL DDL di bilancio 2022, ora approdato in Senato, rifinanzia la misura nuova Sabatini. Tuttavia le notizie non sono del tutto positive. Se da un lato la misura viene rifinanziata, dall’altro viene reintrodotto la soglia di 200.000 euro per avere il pagamento dell’agevolazione in unica soluzione.

La Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini è un’agevolazione finalizzata a sostenere gli investimenti in beni strumentali nuovi, presi anche in leasing. La norma di riferimento è l’art.2 del D.L. 69/2013.

L’agevolazione è così articolata:

  • finanziamento agevolato per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali “Industria 4.0”: big data, cloud computing ecc nonché
  • correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti.

Nello specifico, il contributo statale è parametro ad un tasso di interesse pari al 2,75%. Per gli investimenti “industria 4.0” il tasso considerato è pari al 3,575%.La Legge di bilancio 2020 (Legge 160/2019, comma 226): ha innalzato il tasso di riferimento al 5,50% (maggiorazione del 100% rispetto all’aliquota ordinaria), per gli investimenti 4.0 innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese nelle Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Banche e intermediari concedono i finanziamenti alle PMI sulla base di una “Convenzione” stipulata tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti.

Di norma, l’erogazione della Nuova Sabatini avveniva per quote. Il meccanismo ordinario, per finanziamenti superiori a 200.00 euro, prevedeva il riconoscimento del contributo in 6 quote: 10% il primo anno, 20% dal secondo al quinto anno e 10% il sesto anno.

Prima della Legge di bilancio 2021, la corresponsione in un’unica soluzione del contributo era prevista solo in caso di finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro (vedi D.

L. 34/2020 e D.L. 76/2020). Con la Legge di bilancio 2021, per tutte le domande di finanziamento presentate dal 1° gennaio 2021, il contributo è  erogato in unica soluzione. Indipendentemente dall’importo del finanziamento concesso.

I contributi sono concessi, in ogni caso, sempre nel limite delle risorse complessive destinate alla misura.

Cosa prevede il DDL di bilancio 2022?

Proprio sulle risorse disponibili interviene il DDL di bilancio. Prevedendo il rifinanziamento della misura per altri 240 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, 120 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026, 60 milioni per l’anno 2027.

Attenzione però, le notizie non sono del tutto positive. Infatti, il DDL di bilancio interviene anche sulle modalità di erogazione della misura. Infatti, viene ristabilità la previsione in base alla quale, l’erogazione dell’agevolazione in unica soluzione è ammessa in caso di finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro.

Il contributo può essere erogato in unica soluzione nei limiti delle risorse disponibili.

Sicuramente una notizia per nulla positiva.

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