Noleggio barche, verso applicazione Iva più pesante

Rincari in vista per il noleggio di barche da diporto. Stop dell’Agenzia delle Entrate all’Iva a forfait per il servizio in acque extra Ue.

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Rincari in vista per il noleggio di barche da diporto. Stop dell’Agenzia delle Entrate all’Iva a forfait per il servizio in acque extra Ue.

Noleggiatori di barche sul piede di guerra. Un recente provvedimento dell’Agenzia Entrate rischia di danneggiare gravemente il noleggio nautico nei prossimi mesi.

Secondo il provvedimento, verrà modificato il calcolo dell’aliquota Iva sulla navigazione in acque extra Unione Europea. In altri Paesi, però, come la Francia, la valutazione e l’applicazione delle rispettive aliquote a causa dell’emergenza epidemiologica è stata rinviata.

L’Iva sulle imbarcazioni da diporto

In particolare, con messaggio del 25 maggio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che è stata aperta “una consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento in materia di territorialità Iva dei servizi di locazione, noleggio e simili delle imbarcazioni da diporto, in attuazione dell’articolo 1 comma 725 della Legge di Bilancio 2020”. La comunicazione scaturisce dal fatto che l’Italia si è posta la scadenza del 3 giugno come data limite per regolamentare l’applicazione dell’Iva sui noleggi delle imbarcazioni di diporto che vengono utilizzate in acque extra Ue (come previsto dalla legge di bilancio 2020). Bruxelles aveva infatti demandato ad alcuni Stati la regolamentazione della complessa materia fiscale ritenendo però basilare il principio di non tassare i servizi quando l’utilizzazione e la fruizione hanno luogo al di fuori dell’Ue senza la verifica del luogo di utilizzo. Anche per evitare casi di doppia imposizione fiscale. E finora è stata applicata l’Iva a forfait.

Cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Il comunicato dell’Agenzia delle Entrate recita espressamente “in attuazione all’articolo 1 comma 725 della legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), il provvedimento individua i mezzi e le modalità di prova idonei a dimostrare l’utilizzazione e la fruizione dell’imbarcazione da diporto al di fuori dell’Unione europea. A tal fine, vengono definiti i concetti di imbarcazione da diporto, fornitore, utilizzatore dell’imbarcazione da diporto e di mezzo di prova e viene regolamentato l’obbligo di conservazione della documentazione attestante l’effettivo utilizzo dell’imbarcazione”.

E’ evidente che il governo sul noleggio delle imbarcazioni da diporto non si sia interessato più di tanto durante il periodo di emergenza sanitaria preoccupandosi di chiudere in fretta la procedura di infrazione aperta dalla Commissione Ue nei confronti di Italia (ma anche di Francia, Malta, Grecia e Cipro), nella quale veniva chiesto di rivedere le modalità di calcolo della navigazione in acque extra UE e conseguentemente l’aliquota Iva.

Il disappunto di Confindustria nautica

Confindustria nautica, in una nota, sottolinea anche che “il governo italiano ha chiesto deroghe alle regole europee per molti settori, specialmente nell’ambito dei trasporti – sottolinea il Presidente Saverio Cecchima i ministri Gualtieri e De Micheli si sono dimenticati il charter nautico, un settore che dà lavoro a 6.000 addetti diretti, senza contare l’indotto. Un silenzio assordante anche da parte del Commissario Gentiloni di fronte alla evidente distorsione del mercato, nonostante che il suo Gabinetto sia stato informato da settimane del problema. Invidiamo ai nostri cugini francesi l’attenzione che il fare impresa ha nel loro Paese. Non deve stupire se in poche ore già duecento delle nostre aziende del settore noleggio e locazione si dichiarano pronte a spostare la sede legale in Costa Azzurra.”

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