Nessuna riforma pensioni funzionerà se non si fanno più figli: siamo intrappolati in uno schema Ponzi

Il calo demografico mina la sostenibilità del sistema pensionistico. Niente riforme pensioni senza recupero della natalità.

di , pubblicato il
Il calo demografico mina la sostenibilità del sistema pensionistico. Niente riforme pensioni senza recupero della natalità.

La riforma pensioni del governo Draghi non è una riforma. O meglio, è un ritorno alle regole della Fornero e quota 102 non rappresenta che l’illusione di uno scalino per il dopo quota 100.

Il sistema pensionistico italiano non è infatti sostenibile con le pensioni anticipate, a meno che non le si tagli di brutto. Non lo dice solo il governo, ma anche Bankitalia, la Corte dei Conti, l’Ocse, il Fmi. Solo i sindacati si ostinano (forse) a credere il contrario.

Riforma pensioni al palo senza figli

Il problema è uno solo: si spende troppo e si incassa poco. Il sistema a ripartizione creato alla fine degli anni 60 ed eliminato nel 1995 dal governo Dini ha creato scompensi non indifferenti ai conti pubblici. Li paghiamo adesso.

La classe politica di allora aveva basato le sue previsioni di crescita all’infinito e il boom demografico poteva benissimo sostenere la crescita del Pil e il mantenimento di un sistema pensionistico allegro e promettente. Una pia illusione che ha generato un pericoloso schema Ponzi sulle pensioni.

Oggi, infatti, tutto questo scenario si è invertito. La crescita economica virtuosa si è interrotta e il numero dei pensionati sta per superare quello dei lavoratori. Nella pubblica amministrazione è già così. Il che rende il bilancio insostenibile nel lungo periodo.

Negli anni 70 si facevano mediamente 1 milione di figli all’anno, oggi se ne fanno meno della metà. In pensione andava un lavoratore su tre, oggi quasi uno su uno.

Il drammatico calo demografico

Senza nascite, insomma, il sistema pensionistico è destinato a collassare. Gli ultimi dati previsionali ISTAT sono impietosi: il 2021 si concluderà probabilmente con un ulteriore calo delle nascite, a meno di 400 mila.

All’ombra di questa analisi non sorprende la proposta dell’economista Carlo Cottarelli, ex direttore del Fmi, di premiare chi fa figli con vantaggi sulla pensione futura.

Il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica vorrebbe che fossero premiati i genitori con figli concedendo loro la pensione anticipata. In questo modo si potrebbe sostenere la bassa natalità in Italia che sta minando il sistema pensionistico.

Una provocazione più che una vera e propria proposta di riforma, che però al dice tutta sulla problematica che sta alla base del sistema pensionistico italiano. Dice Cottarelli:

con pochi figli ci saranno meno lavoratori a produrre ciò che è necessario per gli anziani, obbligando questi a ritardare il pensionamento. Servirebbe un meccanismo premiante: chi fa figli vada in pensione prima.

Argomenti: ,