Naspi terminata durante Coronavirus: esiste un reddito da quarantena?

Naspi al termine o già terminata: trovare lavoro con il Coronavirus è impossibile. Quali aiuti per i disoccupati che non hanno altre entrate?

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Naspi al termine o già terminata: trovare lavoro con il Coronavirus è impossibile. Quali aiuti per i disoccupati che non hanno altre entrate?

Naspi terminata ma, in emergenza coronavirus, impossibilità di trovare lavoro: è questo il vicolo cieco che affligge molti utenti che ci hanno scritto per sapere se sono state stanziate coperture per un reddito da quarantena per disoccupati o se è stata prevista un’estensione della durata dell’indennità Naspi.

Durata Naspi: termine spostato alla fine del Coronavirus?

Terminata la Naspi in emergenza Coronavirus si rischia seriamente di rimanere senza entrate e senza lavoro. Questo scenario spaventa molte persone. Ricordiamo infatti che il bonus 600 euro richiedibile da ieri, esteso anche ai precari, presuppone la sussistenza di un rapporto di lavoro attivo al 23 febbraio 2020. Sappiamo che, di norma, la durata della Naspi è proporzionale all’attività lavorativa erogata. Più nello specifico la Naspi spetta per un numero di settimane corrispondenti alla metà delle settimane contributive risultanti negli ultimi quattro anni. Al termine della Naspi, se ricorrono i requisiti, si può fare domanda per il reddito di cittadinanza.

L’unica misura concreta già attuata riguarda la sospensione degli obblighi di condizionalità legati al lavoro per chi percepisce la Naspi.

Reddito di quarantena per i disoccupati: nuovo tassello degli aiuti per il Coronavirus

Tra le altre proposte anche quella di istituire un reddito per chi ha zero entrate. La priorità ora è garantire a tutti la sopravvivenza. L’idea prevede un sussidio di 751 euro da erogare fino al termine della quarantena per coronavirus.

La proposta porta la firma dei due economisti Cinelli e Costagliola. L’analisi è complessa ma, semplificando al massimo, si tratterebbe di garantire a tutta la popolazione di non erodere i propri risparmi in modo da ripartire senza difficoltà dopo la quarantena. Ciò richiede inevitabilmente un’iniezione di liquidità ingente da parte delle casse dello Stato.

Per sostenere questo sforzo lo Stato dovrebbe, secondo i due economisti, sospendere il pagamento di stipendi ai dipendenti pubblici, le pensioni e altre forme di sostegno (in primis il Reddito di cittadinanza). Tutte queste sarebbero sostituite da un reddito di quarantena universale. Così facendo, lo Stato risparmierebbe circa 80 miliardi di euro, con un saldo in positivo di 22 miliardi di euro da destinare alla misura e per garantire la sopravvivenza a tutti. In egual modo anche le aziende sospenderebbero il pagamento dei dipendenti privati. In questo modo, verosimilmente per l’estate, saremmo pronti a tornare ad una vita “normale”, almeno sotto il profilo economico.

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