Lotteria degli scontrini: serve un codice speciale. Slitta l’inizio della riffa

Non basta il codice fiscale, serve un anche un PIN dell’Agenzia dei Monopoli per partecipare alla lotteria degli scontrini. Partenza rinviata al 1 luglio 2020.

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Non basta il codice fiscale, serve un anche un PIN dell’Agenzia dei Monopoli per partecipare alla lotteria degli scontrini. Partenza rinviata al 1 luglio 2020.

Italia Paese dei balzelli e della burocrazia. Nessuno stato della Ue ha tante regole, regolamenti e leggi come l’Italia. Senza parlare delle procedure burocratiche che attanagliano la vita quotidiana del contribuente, fra dubbi, firme, codici, code agli sportelli e scartoffie digitali che anziché semplificare la vita del cittadino la complicano ulteriormente.

Così, parlando di lotteria degli scontrini, il Parlamento ha inserito in manovra di bilancio come data di avvio il 1 luglio 2020, posticipando l’avvio della riffa di Stato di sei mesi per superare l’ostacolo del Garante della Privacy e garantire l’anonimato del consumatore-giocatore. Con l’effetto che la complicazione della procedura avrà sull’esito della tanto agognata lotteria degli scontrini.

Lotteria degli scontrini slitta al 1 luglio 2020

Insomma, per partecipare alla lotteria degli scontrini, il consumatore si dovrà dotare di apposito codice personale che lo identifichi. Non basterà quindi il codice fiscale, come si fa quando ci si reca in farmacia per ottenere lo scontrino parlante da allegare alla dichiarazione dei redditi, ma bisognerà fornire all’esercente anche un codice diverso, ad hoc, rilasciato dall’Agenzie delle Dogane e Monopoli, che il contribuente dovrà sempre portare con sé e fornire al momento del pagamento del caffè al bar o quando si fa la spesa al supermercato. Quindi un’altra incombenza da sostenere se si vuole partecipare alla lotteria degli scontrini, con tutti i rischi che ne conseguono se ci si scorda il codice si perde la tessera su cui verrà riportato dall’Agenzia.

In Portogallo basta il codice fiscale

In Portogallo, ad esempio, dove la lotteria degli scontrini esiste dal 2014, è sufficiente fornire il codice fiscale e poi controllare le estrazioni periodiche che avvengono settimanalmente.

Inoltre, l’amministrazione finanziaria lusitana informa il vincitore contattandolo direttamente via posta elettronica, SMS o raccomandata. Cosa che non è prevista in Italia, dove dovrà essere il contribuente a controllare e verificare se ha vinto qualche premio, pena la perdita del diritto ad incassarlo trascorso un certo lasso di tempo. Al che ci si domanda a cosa serve fornire i dati personali all’Agenzia delle Dogane se poi dovrà ancora essere il contribuente a controllare le estrazioni.

I nuovi registratori di cassa telematici

Ma le complicanze burocratiche non finiscono qui. C’è anche da valutare l’impatto del sistema identificativo dei partecipanti alla lotteria degli scontrini per gli esercenti. Commercianti, artigiani e rivenditori in generale dovranno dotarsi di appositi registratori di cassa telematici che fungeranno da ricevitorie. Tali registratori saranno abilitati per ricevere il nuovo codice rilasciato dall’Agenzia dei Monopoli che il Garante della Privacy ha già definito “pseudonimo” del codice fiscale costituendo un efficace misura di garanzia della privacy del contribuente. Non è ancora chiaro se tali nuovi registratori di cassa fungeranno anche da emettitori di ricevute fiscali oppure no. Qualcuno pensa che, in mancanza di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, dovranno essere rilasciate due ricevute al momento del pagamento: una fiscale e l’altra contenete i riferimenti della giocata abbinata al codice fornito dal contribuente. In merito, però, saranno scuramente emanati chiarimenti al fine di non aggravare ulteriormente l’attività degli esercenti, anche perché non è chiaro in che modo l’esercente dovrà riportare e abbinare il codice personale pseudonimo sulla ricevuta, se tramite lettura ottica a barre o manualmente scrivendolo sulla tastiera.

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