Le pensioni nel 2022 si richiedono, si incassano ed anche si perdono: chi rischia e perché

Le pensioni nel 2022 si richiedono. Se in possesso dei necessari requisiti anagrafici e contributivi. Ma si possono pure perdere. Vediamo chi rischia la mazzata dall'INPS.

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Le pensioni nel 2022 si richiedono, si incassano ed anche si perdono chi rischia e perché

Le pensioni nel 2022 si richiedono. Se in possesso dei necessari requisiti anagrafici e contributivi. Così come gli assegni INPS si possono pure incassare ritirandoli alla Posta. Ma dall’1 febbraio prossimo si entrerà alla Posta solo se muniti di Green Pass. Così come è riportato in questo articolo.

Le pensioni nel 2022 si possono però anche perdere. E questo perché è stata già pianificata una campagna di controlli a tappeto sul versante estero. Ovverosia, sui pensionati italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali. Approfondiamo allora il tutto nel dettaglio.

Le pensioni nel 2022 si richiedono, si incassano ed anche si perdono. Chi rischia e perché dalla sospensione alla revoca dell’assegno

Le pensioni estero nel 2022 si perdono, o comunque c’è il rischio di sospensione dell’erogazione del trattamento, se non si risponderà alla campagna di esistenza in vita. Una campagna che è stata pianificata dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) in collaborazione con Citibank. Che è l’istituto di credito che paga le pensioni degli italiani all’estero.

Nel dettaglio, sul rischio che le pensioni estero nel 2022 si perdono, la campagna di esistenza in vita si basa, in prima battuta, sull’invio di moduli. Che i pensionati estero dovranno prima compilare e poi restituire. Al riguardo ci sono delle scadenze da rispettare, altrimenti l’erogazione del trattamento pensionistico sarà sospeso. Ed a regime non ci sarà più l’erogazione in assenza di certezza dell’esistenza in vita.

Chi rischia e perché con la campagna di esistenza in vita pianificata dall’INPS

Sul rischio che le pensioni estero nel 2022 si perdono, inoltre, la campagna di verifiche prevede, tra l’altro, pure la conferma dell’esistenza in vita tramite videochiamata.

In merito, sarà l’ufficio consolare a contattare il pensionato utilizzando gli strumenti più comuni e più diffusi per effettuare le videochiamate. Da WhatsApp a Skype, e passando pure per Zoom.

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