La Repubblica dominicana non collabora col fisco

La Repubblica Dominicana finisce nella lista Ue delle giurisdizioni non cooperative col fisco secondo gli standard comunitari.

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La Repubblica Dominicana finisce nella lista Ue delle giurisdizioni non cooperative col fisco secondo gli standard comunitari.

La Repubblica Dominicana non collabora col fisco. Di fatto il Paese caraibico rischia di finire nella black list dei Paesi che non scambiano informazioni fiscali con le autorità europee.

Il Consiglio dell’Unione europea ha così adottato conclusioni sulla revisione della lista Ue delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, decidendo di aggiungere la Repubblica Dominicana all’elenco Ue delle giurisdizioni non cooperative e di rimuovere le Barbados da tale lista.

Repubblica Dominicana non collabora col fisco

L’elenco – spiega una nota – include giurisdizioni in tutto il mondo che non hanno avviato un dialogo costruttivo con l’Ue sulla governance fiscale. Oppure non hanno rispettato i loro impegni per attuare le riforme necessarie per conformarsi a una serie di criteri oggettivi di buona governance fiscale.

Questi criteri, che interessano la Repubblica Dominicana, riguardano la trasparenza fiscale, una tassazione equa e l’attuazione di standard internazionali volti a prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

Le modifiche all’elenco prendono in considerazione le valutazioni recentemente rilasciate dal Forum globale dell’Ocse per la trasparenza e lo scambio di informazioni. Ai fini dell’elenco, l’Ue richiede che le giurisdizioni siano almeno “ampiamente conformi” allo standard internazionale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni su richiesta (Eoir).

La valutazione della Ue

La Repubblica Dominicana è inclusa nell’elenco dell’Ue in quanto ha ricevuto una valutazione “parzialmente conforme” dal Forum globale e non ha ancora risolto il problema.

Le Barbados, ad esempio, erano aggiunte all’elenco dell’Ue nell’ottobre 2020 dopo aver ricevuto una valutazione “parzialmente conforme” dal Forum globale. Ma è loro concessa ora una revisione supplementare dal Forum e sono state quindi spostate in un documento sullo stato di avanzamento in attesa dei risultati di tale revisione.

Il documento sullo stato di avanzamento incluso nell’allegato II delle conclusioni identifica le giurisdizioni che non sono ancora conformi a tutti gli standard fiscali internazionali. Ma che hanno assunto impegni sufficienti per attuare i principi della buona governance fiscale. Anche questo documento è stato aggiornato oggi in modo da riflettere vari altri cambiamenti approvati dal Consiglio.

La buona governante fiscale

Marocco, Namibia e Santa Lucia risultano rimossi dal documento in quanto hanno adempiuto a tutti i loro impegni. La Giamaica risulta aggiunta poiché si è impegnata a modificare o abolire il suo regime fiscale dannoso (regime di zona economica speciale) entro la fine del 2022.

All’Australia e alla Giordania è concessa una proroga del termine per l’adempimento dei loro impegni. Fino a quando non sarà in corso la valutazione delle loro riforme da parte del Forum Ocse sulle pratiche fiscali dannose. Alle Maldive sono concessi altri quattro mesi per ratificare la Convenzione multilaterale dell’Ocse sull’assistenza amministrativa reciproca.

Alla Turchia hanno chiesto di risolvere tutte le questioni aperte per quanto riguarda lo scambio efficace di informazioni con tutti gli Stati membri. Come specificato nelle conclusioni del Consiglio. In questo contesto, la Turchia dovrebbe impegnarsi ad alto livello entro il 31 maggio 2021 per attivare efficacemente la sua relazione di scambio automatico di informazioni con tutti i 27 Stati membri entro il 30 giugno 2021.

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