La girandola delle pensioni: quota 102 è una beffa, non passerà

Forti critiche da parte dei sindacati su quota 102 (e poi 104) per la riforma pensioni. Contrari anche Lega e M5S.

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Le pensioni anticipate e non dal 2022, si parte da 58 e si arriva a 67 anni

La propaganda governativa spinge per quota 102 per la riforma pensioni 2022. Ma più passa il tempo e più montano le critiche verso la proposta avanzata dal Consiglio dei Ministri.

La riforma pensioni con quota 102 prevede, al posto di quota 100 che scade a fine anno, il pensionamento dei lavoratori a 64 anni e 38 di contributi. Età che salirà a 65 o 66 anni con 38 o 39 anni di contributi a partire dal 2024.

Quota 102 e il ritorno alla Fornero nella riforma pensioni

In pratica si tratta di un lento e graduale ritorno alla Fornero. Si eviterà lo scalone dal 1 gennaio 2022 con i requisiti previsti per le pensioni di vecchiaia, ma si creerà uno scalino con quanto finora previsto da quota 100 (in pensione a 62 anni).

La Lega è fortemente contraria e anche il M5S, dopo aver analizzato a fondo la proposta di riforma pensioni, non ci sta. Non mancano di farsi sentire nemmeno i sindacati. Domenico Proietti della Uil ha dichiarato:

Quota 102 e’ una beffa. Unita, poi, all’annunciata quota 104 fra due anni diventa un vero e proprio sfottò per milioni di lavoratori italiani“.

La platea interessata da questa “geniale idea”, infatti, è di poche migliaia di persone che hanno già avuto la possibilità di andare in pensione con quota 100. Per la Uil, dopo quota 100, è necessario introdurre una flessibilità di accesso alla pensione diffusa intorno a 62 anni, utilizzando l’ottimo lavoro svolto dalla commissione istituzionale sui lavori gravosi.

Proposte inaccettabili per i sindacati

L’idea avanzata dal governo sulla riforma pensioni non piace nemmeno alla Cgil. Dice il segretario nazionale della CGIL Roberto Ghiselli:

l’ipotesi di quota 102 o 104 sarebbe una vera e propria presa in giro, perché nessun lavoratore e nessuna lavoratrice potrebbe accedere di fatto sostanzialmente a quella misura“.

Di fatto, solo nel 2022 ci rientrerebbero poco meno di 50 mila lavoratori e poco di più nel 2023. Si tratta quindi di una riforma pensioni mascherata che riporterà lentamente verso le regole della Fornero.

E che il governo ci vada giù pesante è dimostrato anche dal fatto che intende eliminare Opzione Donna, contravvenendo alle intenzioni e promesse fatte per tutelare il lavoro femminile e i giovani.

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