La brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio

Mancano pochi giorni per la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio. In quanto la rivalutazione che è stata fissata dal Governo italiano, per le pensioni, non risulta essere perfettamente allineata con quella INPS. Ecco perché.

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Pensioni febbraio 2022: nuove date di pagamento e nuove regole

Mancano pochi giorni per la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio. In quanto la rivalutazione che è stata fissata dal Governo italiano, per le pensioni, non risulta essere perfettamente allineata con quella che è stata fissata dall’INPS. Quantomeno per il primo bimestre del corrente anno.

Sebbene trattasi di importi non consistenti, infatti, la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio è data dal fatto che, nel mese di ottobre del 2021, l’INPS ha fissato una rivalutazione degli assegni all’1,6%. Mentre poi il Governo italiano guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, per la perequazione, ha fissato per le pensioni nel 2022 un tasso di rivalutazione lordo annuo provvisorio all’1,7%. Così come è riportato in questo articolo.

Ecco la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio. Ma a marzo 2022 si recupera

La brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio del 2022, quindi, è legata ad un disallineamento. Tra la rivalutazione del Governo italiano e quella dell’INPS come sopra accennato. Ma dal mese di marzo del 2022 il divario sarà colmato e le prestazioni pensionistiche, di conseguenza, saranno un po’ più alte. Anche se nella maggioranza dei casi si tratterà davvero di pochi spiccioli.

Inoltre, chiarito quella che sarà la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio, c’è anche da ricordare che la rivalutazione all’1,7% segue tre fasce di applicazione. In base a quello che è il parametro di base che è rappresentato dal trattamento minimo.

Come funziona la rivalutazione delle pensioni sugli assegni INPS pagati nel 2022

Nel dettaglio, chiarito che la brutta sorpresa sulle pensioni di febbraio sarà solo passeggera, nel 2022 la rivalutazione degli assegni INPS sarà piena, ovverosia all’1,7% lordo annuo provvisorio, per gli importi fino a quattro volte il trattamento minimo.

La rivalutazione scende al 90% dell’1,7% tra 4 e 5 volte il trattamento minimo. E scende ancora al 75% per le pensioni di importo oltre 5 volte il trattamento minimo.

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