Isopensione: per accordo di esodo serve il via libera del Inps

E’ l’inps che stabilisce la durata della fideiussione bancaria a supporto della isopensione. Tutti i dettagli in una recente circolare.

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Per lo scivolo pensionistico nel settore privato (isopensione) serve anche la fideiussione bancaria. La durata della stessa è subordinata al via libera dell’Inps. In pratica è l’istituto di previdenza che stabilisce la scadenza della fidejussione.

Lo chiarisce l’Inps con il messaggio numero 1797 del 4 maggio 2021. Nello stesso è reso noto lo schema di contratto di fideiussione bancaria che il datore di lavoro deve presentare all’Istituto ai fini dell’accesso all’isopensione.

Isopensione e fideiussione bancaria

L’isopensione si basa su un contratto (incentivo all’esodo) stipulato fra azienda e lavoratore. Consente un anticipo dell’età pensionabile sino ad un massimo di 4 anni rispetto alle regole Fornero. Il periodo di quattro anni è stato esteso temporaneamente a sette anni, fino al 31 dicembre 2023.

L’azienda deve però corrispondere, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai dipendenti esodati di importo equivalente alla pensione (esso prende il nome di isopensione), sino al perfezionamento dei requisiti per il pensionamento.

Non solo, l’azienda deve versare, oltre all’assegno, anche la relativa copertura contributiva, utile a garantire ai lavoratori la pensione al momento della maturazione dei requisiti. Tutte queste spese devono essere garantite da apposita fidejussione bancaria, come previsto dalla legge.

La durata della fideiussione

Quindi, per accedere alla prestazione di esodo, il datore di lavoro deve presentare al Inps una fideiussione bancaria a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell’Istituto medesimo. Oggetto della fideiussione è il versamento anticipato della provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata.

Lo schema di contratto di fideiussione, relativo alla validità ed efficacia della garanzia fideiussoria non devono essere indicate, in quanto le stesse vengono calcolate d’ufficio dall’inps.

E’ infatti solo l’Istituto che può stabilire, in base all’età anagrafica e ai contributi versati, quale sarà la data di pensionamento del lavoratore. E di conseguenza la durata della fideiussione da stipulare.

Il ruolo del Inps

L’Inps deve valutare anche la consistenza organica dell’azienda esodante. L’organico, come detto, deve risultare superiore in media a 15 di­pendenti.  Se le condizioni sono rispettate e c’è l’accordo sindacale, l’Istituto rilascia un prospetto contenente l’informazione relativa all’onere stimato del programma di esodo annuale, ai fini della fideiussione bancaria.

Una volta sottoscritto l’accordo e ottenuto il via libera dal Inps per la fideiussione bancaria, il rapporto di lavoro dei dipendenti che hanno aderito al piano di esodo cessa. Da quel momento l’azienda corrisponderà al lavoratore l’isopensione fino alla data di maturazione dei requisiti pensionistici. Ogni lavoratore avrà quindi un termine e un costo diverso.

L’assegno di isopensione

Come detto al lavoratore è riconosciuto un assegno economico (isopensione) fino alla pensione. Il valore dell’assegno è pari all’importo del trattamento di pensione che spetterebbe al lavoratore al momento di accesso alla stessa. Sia essa una pensione di vecchiaia che anticipata.

Dal calcolo è esclusa la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro deve versare per tutta la durata della isopensione. L’assegno sarà, quindi, sempre di importo leggermente inferiore alla pensione che il lavoratore percepirà al momento del pensionamento vero e proprio. Esso manca infatti della contribuzione correlata per il periodo vacante.

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