Isee corrente: nuove regole. Ecco che cosa cambia

Introdotte le nuove regole operative in tema di Isee, che permetteranno di facilitarne l’accesso e di allungarne la validità.

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Introdotte le nuove regole operative in tema di Isee, che permetteranno di facilitarne l’accesso e di allungarne la validità.

Pubblicato – in data lunedì 7 ottobre 2019, dal ministro del lavoro, Nunzia Catalfo – il nuovo modulo della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), modificato ai sensi del recente decreto legge 34 / 2019.

Isee ordinario e corrente: differenze

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) da le seguenti definizioni dell’Isee:

«L’isee, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, serve a fornire una valutazione della situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare.

L’indicatore tiene conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o dove sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti».

È possibile distinguere tra:

  • isee ordinario: su cui vengono contenute tutte le principali informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. Esso è valido per la maggior parte delle prestazioni;
  • Isee corrente: aggiornato dei redditi e trattamenti degli ultimi 12 mesi, quando si siano verificate rilevanti variazioni del reddito a seguito di eventi avversi come la perdita del posto di lavoro.

Le differenze tra il vecchio e il nuovo Isee corrente

Con le nuove regole, previste dal recente decreto crescita, vengono aggiornati i casi in cui è possibile richiedere la modifica del Isee provvisorio.

In precedenza si sarebbe potuto richiedere tale revisione, nei casi di:

  • Variazione reddituale di oltre il 25% rispetto all’Isee ordinario;

Oltre che, di concerto, di una delle seguenti condizioni:

  • Sospensione, riduzione o, nel caso di contratto a tempo determinato, di risoluzione del rapporto lavorativo;
  • Conclusione di un contratto a tempo determinato, ma solo nel caso in cui il soggetto abbia lavorato per almeno 120 giorni negli ultimi 12 mesi;
  • Cessazione di lavoro autonomo svolta, anche in questo caso, nei 12 mesi precedenti.

Con le nuove regole, sarà possibile richiedere, attraverso modello DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), la variazione dell’Isee corrente se si verifica anche una sola delle seguenti condizioni:

  • Variazione reddituale di oltre il 25% rispetto all’Isee ordinario;
  • Interruzione o sospensione dell’attività lavorativa;
  • Interruzione di un rapporto che il lavoratore detiene nei confronti della pubblica amministrazione.
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