Intercettazioni shock su bonus edilizi e 110: ecco perché c’è la stretta che paghiamo tutti

Per trovare i soldi nascosti provenienti dalle truffe bonus 110, gli investigatori hanno anche fatto ricorso alle unità cinofile

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Intercettazioni shock su bonus edilizi e 110: ecco perché c'è la stretta che paghiamo tutti

Nonostante le recenti modifiche normative introdotte dal c.d. decreto antifrode n. 157 del 2021, non si fermano le truffe bonus 110 e nel campo di altri bonus casa finalizzate all’acquisizione di crediti d’imposta. Le ultime smascherate in ordine di tempo sono quelle della Guardia di Finanza di Rimini e di Perugia.

Parliamo di maxi frode per 440 milioni di euro (a Rimini) e di 103 milioni di euro (a Perugia) di falsi crediti locazioni, sismabonus, 110, bonus facciate e altri bonus edilizi.

Il criminis operandi della truffa bonus 110

A pagarne le conseguenze sono come sempre gli onesti cittadini che ora a causa delle strette imposte dal legislativo e finalizzate a contrastare le suddette frodi nel campo delle cessioni dei crediti, si ritrovano a dover subire.

Il criminis operandi per la truffa bonus 110 e non solo è sempre più o meno lo stesso:

  • tramite professionisti compiacenti, si trovano società edilizie attive in grave difficoltà economica o ormai decotte, utili alla creazione degli indebiti crediti d’imposta
  • si procede con la sostituzione del rappresentante legale di tali società con un prestanome, da cui ottenere le credenziali per poter inserire le comunicazioni di cessioni crediti nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate
  • successivamente si inseriscono le comunicazioni di cessione del credito sul sito dell’Agenzia Entrate dichiarando di aver pagato canoni di locazione superiori agli effettivi o effettuato lavori edili mai iniziati, così da generare crediti di imposta non spettanti
  • infine, si procede poi con la cessione dei crediti d’imposta a società compiacenti e dopo il secondo passaggio a società terze inconsapevoli, così da rendere più difficile la ricostruzione.

Per smascherare le truffe, utilizzate anche intercettazioni telefoniche.

Non sanno più dove andare ad aprire i conti correnti in giro per il mondo per mettere i soldi.

Queste alcune frasi shock ascoltate dagli investigatori, i quali ritenendo possibile che alcuni indagati potessero fare ricorso a botole e intercapedini in cui custodire contanti e preziosi, hanno impiegato, le unità cinofile addestrate a fiutare l’odore dei soldi (i c.d. “cash dog”).

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