Età pensione: aumentata di sette mesi negli ultimi 6 anni

Anche se gli effetti della riforma Fornero hanno fatto diminuire i pensionamenti, l'età media per accedere alla pensione negli ultimi 6 anni è aumentata soltanto di 7 mesi.

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Anche se gli effetti della riforma Fornero hanno fatto diminuire i pensionamenti, l'età media per accedere alla pensione negli ultimi 6 anni è aumentata soltanto di 7 mesi.

Gli effetti avuti dalle nuove regole previdenziali, introdotte negli anni scorsi dalle finestre mobili di Maurizio Saccomanni e dalla riforma pensioni Fornero, sono stati piuttosto modesti se si guarda alla media generale: l’età media della pensione , infatti, è salita di soli sette mesi in 6 anni. Dal 2009 al 2015 hanno avuto accesso alla pensione circa un milione e mezzo di lavoratori di cui circa la metà (745.495) con pensione di anzianità o anticipata e l’altra metà (757.955) con la pensione di vecchiaia.

L’età media di questo milione e mezzo di lavoratori non ha mai superato i 62 anni e 6 mesi. Se si guarda a questi dati l’età di pensionamento media è aumentato soltanto di sette mesi dal 2009. Se si guarda, invece, all’età media dell’incasso del primo assegno previdenziale, allora l’aumento è di circa 3 anni per le pensioni di vecchiaia e di circa un anno per quelle di anzianità. Le pensioni di vecchiaia sono passate, infatti, dai 62,5 anni del 2009 ai 65,6 anni del 2014, le pensioni di anzianità dai 59 anni del 2009 ai 59,9 anni del 2014.  

Pensionamenti anticipati

La differenza vera e propria nell’età pensionabile hanno continuato a farla i pensionamenti anticipati degli uomini, poiché questi ultimi riuscivano e riescono a raggiungere con più facilità il requisito contributivo minimo di 42 anni e 1 mese nel 2012, 42 e 2 mesi nel 2013 e 42 anni e 42 e 3 mesi nel 2014, poiché le carriere lavorative degli uomini sono più lunghe e non intervallate da periodi di maternità. Tra il 2010 e il 2014 hanno avuto acceso alla pensione anticipata o con la pensione di anzianità 443.429 uomini e soltanto 173.924 donne. Gli effetti della legge Fornero, che non possono vedersi ancora sui pensionamenti del 2012 poiché i requisiti di questi pensionamenti sono stati maturati nel 2011, nel 2013 si vede già la diminuzione delle richieste di pensionamento: le pensioni di vecchiaia passano dalle 130.727 del 2012 a 92.993 del 2013 e quelle di anzianità scendono dalle 115.674 del 2012 a 99.958 del 2013. Si tratta di 53 mila pensioni in meno, soglia che continua a scendere nel 2014, anno in cui si contano 40mila pensioni in meno dell’anno precedente.

I cali dei pensionamenti sono un effetto della riforma Fornero.

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