Esonero contributivo professionisti: importi ancora da definire, in attesa di un nuovo decreto

L'esonero contributivo 2021 spetta anche ai professionisti iscritti ad una cassa privata

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L'esonero contributivo 2021 spetta anche ai professionisti iscritti ad una cassa privata

L’esonero contributivo 2021 spetta anche ai professionisti iscritti ad una cassa privata. Si pensi agli avvocati, ai commercialisti ecc. Detto ciò se per gli iscritti all’INPS, gli importi riconosciuti a titolo di esonero possono arrivare fino a 3.000 euro, lo stesso non si può dire con certezza per i professionisti iscritti alle casse private. Infatti, per loro sarà necessario attendere l’emanazione di un successivo decreto ministeriale con il quale saranno definiti i criteri e le modalità ai quali gli Enti dovranno attenersi per riconoscere l’agevolazione in misura proporzionale alla platea dei beneficiari che ne hanno diritto.

L’esonero contributivo parziale per l’anno 2021

L’esonero contributivo 2021 è stato introdotto con i commi da 20 a 22-bis, legge n°178/2020, Legge di bilancio 2021. L’esonero riguarda lavoratori autonomi (artigiani e commercianti e altri iscritti AGO) e i professionisti iscritti alla gestione separata INPS. L’esonero contributivo può essere richiesto anche i professionisti iscritti alle casse private (avvocati, commercialisti ecc). Anche i lavoratori soci di società e ai professionisti componenti di studi associati possono beneficiarne.

Il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 17 maggio 2021, ha definito i criteri e le modalità per la concessione dell’esonero.

Tra i vari requisiti di accesso, i beneficiari dell’esonero devono:

  • avere subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019;
  • avere percepito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito da lavoro o derivante dall’attività che comporta l’iscrizione alla Gestione non superiore a 50.000 euro;risultare in possesso del requisito della regolarità contributiva verificato attraverso il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) di cui al decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del 30 gennaio 2015;
  • non aver presentato istanza di esonero per le medesime finalità ad altri enti previdenziali;
  • ecc.

L’esonero spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista.

Esonero contributivi professionista con cassa privata: importi da definire

Se per i lavori autonomi e professionisti senza casa iscritti all’INPS gli importi dell’esonero sono stati già definiti dal decreto del 17 maggio 2021, lo stesso non si può dire per i professionisti iscritti alle casse private. Si pensi agli avvocati, ai commercialisti ecc. In teoria, anche per tali soggetti l’esonero dovrebbe essere riconosciuto nel limite max di 3.000 euro. Tuttavia, il decreto da ultimo citato dispone che solo una volta avuta contezza dell’ammontare delle agevolazioni richieste, con successivo decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con il Ministero dell’economia, saranno definiti i criteri e le modalità alle quali gli enti dovranno attenersi per riconoscere l’agevolazione.

Ciò avverrà in misura proporzionale alla platea dei beneficiari che ne hanno diritto (art. 3, comma 8 del D.M. 17 maggio 2021). Non rimane che attendere l’adozione del decreto.

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