Ecco gli aumenti sulle pensioni 2022 che arriveranno nei prossimi mesi

Per l'anno in corso, ecco gli aumenti sulle pensioni 2022 che arriveranno nei prossimi mesi. Perché il Governo italiano sugli assegni INPS ha fissato un tasso di rivalutazione annuo lordo all'1,7%. Tutti i calcoli da fare.

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Ecco gli aumenti sulle pensioni 2022 che arriveranno nei prossimi mesi

Per l’anno in corso, ecco gli aumenti sulle pensioni del 2022 che arriveranno nei prossimi mesi. Perché il Governo italiano sugli assegni INPS di quest’anno ha fissato un tasso di rivalutazione annuo lordo all’1,7%. Che poi è applicato su tre fasce così come è riportato in questo articolo.

Detto questo, gli aumenti sulle pensioni del 2022, pur tuttavia, saranno parziali. Almeno per quel che riguarda gli assegni INPS relativi al primo bimestre del corrente anno. E questo perché, prima della fissazione del tasso di perequazione da parte del Governo, l’INPS nell’ottobre scorso ha fissato una rivalutazione, a sua volta provvisoria, all’1,6%.

Ecco gli aumenti sulle pensioni del 2022 che arriveranno nei prossimi mesi

Di conseguenza, sugli aumenti delle pensioni del 2022, quindi, è lecito attendersi che già dagli assegni di marzo prossimo l’INPS proceda con l’adeguamento. Che è pari solo allo 0,1% lordo annuo, ma che comunque porterà i pensionati ad incassare prestazioni un po’ più alte.

Con il tasso di rivalutazione dell’1,7% annuo lordo provvisorio che, su aumento pensioni del 2022, si applica sugli assegni fino a 4 volte il trattamento minimo. La rivalutazione è al 90% dell’1,7% per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo. E poi si scende ad una rivalutazione che è pari al 75% dell’1,7% per le prestazioni oltre 5 volte il trattamento minimo che, a sua volta, nel 2022 aumenta a 523,83 euro mensili.

Assegni INPS 2022 più alti anche grazie alla riforma IRPEF

Oltre agli aumenti sulle pensioni del 2022 grazie alla rivalutazione, ricordiamo che gli assegni INPS beneficeranno pure della riforma degli scaglioni IRPEF. Che dal 2021 al 2022 sono passati da 5 a 4. Si otterranno in pratica, con le nuove aliquote, dei risparmi di imposta sui redditi dichiarati.

Con meno tasse a carico, soprattutto, del cosiddetto ceto medio. La riforma fiscale, invece, non interesserà gli incapienti e non garantirà risparmi IRPEF rilevanti per i redditi bassi. Non a caso, come salvaguardia, per i redditi bassi anche nel 2022 ci sarà l’ex bonus Renzi che è stato assorbito proprio nel progetto di riforma fiscale.

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