Donna delle pulizie senza Green Pass: chi deve licenziarla?

Cosa succede per la donna delle pulizie senza Green Pass? In altre parole, chi dovrebbe licenziarla? Scopriamolo.

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Donna delle pulizie senza Green Pass: chi deve licenziarla?

Dal 15 ottobre il Green Pass diventerà obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati. Per i dipendenti d’ufficio come per colf e badanti, la certificazione verde sarà essenziale per poter lavorare. Sono esonerati dall’esibizione del Green Pass liberi professionisti come elettricisti e idraulici o chi lavora in smart working. Cosa succede per la donna delle pulizie senza Green Pass? In altre parole, chi dovrebbe licenziarla?

Si può ottenere il Green Pass in caso di vaccinazione, guarigione da Covid-19 o esito negativo del tampone antigenico o molecolare da effettuare ogni 48 ore (a spese del lavoratore). Chi per questioni di salute non può ricevere il vaccino potrà effettuare il tampone gratis.

Ciò che andremo a spiegare in questa guida è come può e deve regolarsi la donna delle pulizie senza Green Pass. Le disposizioni del governo sono valide anche per categorie simili come badante, baby sitter, governante, cuoco, istitutrice, autista, dama di compagnia, custode, dog sitter.

La donna delle pulizie senza Green Pass può essere licenziata?

Cosa succede per la donna delle pulizie senza Green Pass? Chi dovrebbe licenziarla?

In Italia non c’è l’obbligo vaccinale. Di conseguenza, non può scattare il licenziamento automatico per il lavoratore che rifiuta il vaccino o non ha il Green Pass.

Non si può licenziare la donna delle pulizie per il non possesso del Green Pass: per legge, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. La causa del licenziamento potrebbe scaturire dal venire meno del rapporto di fiducia tra le parti. Nel settore domestico, il licenziamento è libero rispettando i termini di preavviso.

In mancanza della certificazione verde, la colf come qualsiasi altro lavoratore viene considerata ‘assente ingiustificato‘.

Non potrà accedere al luogo di lavoro, verrà sospesa pur avendo diritto alla conservazione del posto di lavoro. Non percepirà la retribuzione e non verranno versati i contributi Inps e Cassacolf per tutto il periodo di sospensione. L’assenza ingiustificata per mancanza di certificazione verde durerà finché la lavoratrice non lo presenterà e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, data di cessazione dello stato di emergenza.

Si tratta, dunque, di una sospensione temporanea, non di licenziamento e non sono previste conseguenze disciplinari.

Sanzioni per il lavoratore e il datore di lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a controllare il Green Pass del lavoratore o della lavoratrice.

La donna delle pulizie che accede al luogo di lavoro senza Green Pass è soggetta a sanzione amministrativa da 600 a 1.500 euro e conseguenze disciplinari previste dagli ordinamenti di appartenenza. Il datore di lavoro che non verifica la certificazione verde rischia una sanzione da 400 a 1.000 euro.

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