Donazione: ecco quando può essere revocata per ingratitudine

Ecco quando la donazione può essere revocata per ingratitudine del beneficiario.

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Ecco quando la donazione può essere revocata per ingratitudine del beneficiario.

Una donazione può essere revocata per ingratitudine. Anche se originariamente la donazione era considerato un atto irrevocabile e la cosa donata non poteva più essere pretesa indietro, nel 1942 nel nostro Codice Civile l’impostazione è stata cambiata prevedendo ben 2 casi in cui la donazione può essere revocata.

Revoca donazione: ecco quando può avvenire

La donazione, secondo il nostro Codice Civile, può essere revocata in 2 casi:

  • nel caso in cui sopravvengano dei figli dopo la donazione (in questo caso il legislatore va a tutelare gli interessi familiari)
  • in caso di ingratitudine.

La donazione, quindi, può essere revocata anche se il beneficiario si mostri ingrato nei confronti del donante.

Ma in quali casi l’ingratitudine può giustificare la revoca di una donazione?

Ingratitudine: quando comporta la revoca della donazione

Non sempre, secondo la legge, una donazione può essere revocata per ingratitudine. Solo per specifiche ipotesi è prevista la revoca della donazione, vediamo, quindi, quali sono.

La donazone può essere revocata qualora il beneficiario si renda colpevole di un fatto grave come ad esempio uccisione o tentato omicidio del donante, del suo coniuge o di un parente del donante, nel caso si sia macchiato verso le stesse persone dei reati per i quali si applicano le disposizioni dell’omicidio, abbia denunciato senza fondamento gli stessi o abbia fornito falsa testimonianza contro di loro per reati punibili con la reclusione per un tempo superiore a 3 anni. La donazione, inoltre, potrà essere revocata anche nel caso che il beneficiario si sia macchiato di ingiuria nel confronti del donante o abbia arrecato, con dolo, grave danno al patrimonio del donante.

In tutti questi casi colui che ha effettuato la donazione ha tutto il diritto di revocarla.

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