Sapevi che puoi donare il 5 per mille anche se non presenti il 730?

Come funziona la donazione del 5 per mille in dichiarazione dei redditi: chi può donare, anche senza obbligo di invio del 730.

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Forse non tutti lo sanno, ma l’Amministrazione finanziaria riconosce la possibilità di donare il cinque per mille al contribuente che non presenta il 730 . Lo conferma anche l’ultima guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, aggiornata all’anno in corso, contenente le istruzioni per la compilazione del modello redditi 2022.

Ciascun soggetto tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef che è dovrà versare al Fisco. Per questo motivo, come prima cosa, bisogna procedere con la compilazione del relativo modello redditi, tramite il quale è possibile presentare la denuncia.

Come funziona la donazione del 5 per mille in dichiarazione dei redditi

Il contribuente tenuto a presentare il 730 può destinare:

  • l’otto per mille del gettito Irpef allo Stato oppure ad un’Istituzione religiosa;
  • il cinque per mille dell’Irpef a determinate finalità di interesse sociale;
  • il due per mille della propria Irpef in favore di un partito politico.

Le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef non sono in alcun modo alternative tra loro e possono,
pertanto, essere tutte espresse. Ovviamente, alla la scelta effettuata e alla donazione stessa non faranno seguito maggiori imposte.

A chi si può donare il 5 per mille

Il contribuente può destinare una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito solo alle attività riconosciute e considerate idonee dal Fisco. Ogni anno, infatti, l’Agenzia delle Entrate pubblica gli elenchi aggiornati delle organizzazioni e associazioni ammesse alla donazione.

Nello specifico, il cinque per mille dell’Irpef può essere destinato a:

  • enti del Terzo Settore iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore;
  • cooperative sociali ed escluse le imprese costituite in forma di società;
  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, iscritte all’Anagrafe delle ONLUS (destinatarie della quota del cinque per mille dell’Irpef, con le modalità previste per gli enti del volontariato dal DPCM 23 luglio 2020);
  • ricerca scientifica e dell’università, ricerca sanitaria;
  • attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
  • sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente e alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;
  • enti gestori delle aree protette.

Per esprimere la scelta basta apporre la firma nel riquadro corrispondente ad una soltanto delle finalità destinatarie della quota
del cinque per mille dell’Irpef. Per alcune delle finalità, c’è la facoltà di indicare anche il codice fiscale del soggetto cui intendete
destinare direttamente la quota del cinque per mille dell’Irpef.

Come donare il 5 per mille, anche senza la presentazione del 730

Chi è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, può comunque effettuare le scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef.

La modalità di destinazione del cinque per mille rimane la stessa, ovvero bisognerà compilare la stessa scheda utilizzata dai contribuenti che invece presentano il 730 tramite il modello redditi persone fisiche. Le scelte vanno effettuate secondo le istruzioni sopra riportate, avendo cura, altresì, di apporre la firma nella casella posta in fondo alla scheda, che va presentata, in busta chiusa, entro il 30 novembre 2022.

La consegna potrà avvenire:

  • allo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmettere la scelta all’Amministrazione finanziaria. Il servizio di ricezione della
    scheda da parte degli uffici postali è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta;
  • tramite un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF, ecc.). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta. Gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per l’effettuazione del servizio prestato;
  • dal contribuente, avvalendosi direttamente del servizio telematico.

La busta da utilizzare per la presentazione della scheda deve recare l’indicazione “Scheda per le scelte della destinazione dell’otto, del
cinque e del due per mille dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente.

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