Digital tax: dichiarazione tardiva o omessa

Valgono le regole previste in materia di iva e imposta sui redditi

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Valgono le regole previste in materia di iva e imposta sui redditi

Entro il 30 aprile 2021, deve essere presentata la dichiarazione relativa all’ammontare dei servizi tassabili con la c.d digital tax. Eventuali omissioni o errori sull’invio possono essere sanate con le regole previste in materia di imposte sui redditi e Iva. E’ importante capire quando la dichiarazione “Digital Tax” è da considerarsi tardiva o omessa.

La Digital Tax

La digital tax è pari al 3% dei ricavi legati alla prestazione di determinati servizi digitali. Servizi prestati da esercenti attività d’impresa, anche non residenti, che nel corso dell’anno solare precedente realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo:

• ricavi globali pari ad almeno 750 milioni di euro,
• a condizione che abbiano conseguito almeno 5,5 milioni di euro di ricavi derivanti da determinati servizi digitali realizzati in Italia.

La normativa di riferimento è contenuta nella Legge legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi da 35 a 50, legge n. 145/2018) come successivamente modificata dal Bilancio 2020 (articolo 1, comma 678, Legge n°160/2019.) Con tale ultima legge la digital tax è diventata effettivamente operativa.

Le prime istruzioni applicative sono state fornite dall’Agenzia delle entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2021.

Circa ai termini di versamento dell’imposta, il pagamento avviene in F24, entro il 16 febbraio dell’anno solare successivo a quello in cui sono stati incassati i ricavi imponibili. I non residenti che non dispongono di conto corrente presso sportelli bancari o postali situati in Italia e che non possono eseguire il pagamento tramite modello F24, possono effettuare il versamento con bonifico in “EURO” a favore del Bilancio dello Stato al Capo 8 – Capitolo 1006 (codice IBAN IT43W0100003245348008100600), indicando quale causale del bonifico: il codice fiscale, il codice tributo e l’anno di riferimento.

Sugli obblighi dichiarativi, la dichiarazione annuale web tax deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello dei corrispettivi imponibili.

Con il provvedimento- Agenzia delle entrate- del 25 gennaio, è stata approvata la modulistica della dichiarazione Digital tax con le relative istruzioni.  Presentando  la dichiarazione si porta a conoscenza del fisco l’ammontare, in termini di ricavi, dei servizi tassabili  con la la digital tax.

Con la stessa dichiarazione è anche possibile chiedere il rimborso, nel caso l’imposta sia stata pagata in eccesso, oppure riportare l’eventuale credito all’anno successivo.

I termini di presentazione della dichiarazione per i servizi prestati nel 2021

Il D.L. 3/2021 ha modificato i termini entro cui adempiere agli obblighi di versamento e dichiarativi di cui alla digital tax afferente il 2020. Infatti, il termine di versamento slitta al 16 marzo (rispetto a quello ordinario del 16 febbraio) mentre quello per presentare la dichiarazione passa, dal 31 marzo al 30 aprile 2021. Tale scadenze varranno solo in rifermento alla digital tax 2020.

Detto ciò è importante capire quando la dichiarazione Digital tax è considerata tardiva o omessa.

La dichiarazione omessa o tardiva

Per l’anno 2020 si considera:

  • tardiva la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza del 30 aprile 2021;
  • omessa la dichiarazione presentata spirato tale termine.

E’ ammessa la possibilità di presentare sia una correttiva nei termini sia una dichiarazione integrativa.

A tal proposito sito:è possibile integrare la dichiarazione entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore o di un minor imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minor debito d’imposta. Ovvero di un maggiore o di un minore credito. Fatta salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando l’applicazione dell’art. 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997, ravvedimento operoso).

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