Dichiarazione IVA 2022, cosa rischia chi salta la scadenza del 2 maggio

Scade il 2 maggio il termine di presentazione della Dichiarazione IVA 2022 (Modello IVA). Cosa rischia chi dovesse saltare la data?

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Dichiarazione IVA

A calendario fiscale sarebbe oggi, 30 aprile 2022, il termine ultimo per l’invio, all’Agenzia delle Entrate, della Dichiarazione IVA 2022 (anno d’imposta 2021). La scadenza del Modello IVA, tuttavia, slitta di due giorni, in quanto oggi è sabato. Quindi, si va al 2 maggio.

Alcuni contribuenti, potrebbero aver anticipato l’adempimento al 28 febbraio scorso. Ci riferiamo ai soggetti IVA obbligati anche all’invio delle LIPE (comunicazioni liquidazioni periodiche). A questo proposito, ricordiamo che, i termini ordinari di invio delle LIPE sono trimestrali. La trasmissione deve avvenire entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.

La LIPE riferita al IV trimestre dell’anno può essere inviata insieme alla dichiarazione IVA se questa si trasmette entro il 28 febbraio. Pertanto la LIPE del IV trimestre 2021 poteva inviarsi con il Modello IVA 2022 se presentato entro la citata data. In questo caso occorreva compilare il quadro VP del modello dichiarativo.

Dichiarazione IVA 2022: nei primi 90 giorni danno lieve

Per chi dovesse saltare la scadenza del 2 maggio senza inviare il Modello IVA 2022, non si apre ancora la strada dell’omissione.

Si avranno, infatti, ulteriori 90 giorni di tempo prima che scattino le sanzioni pensati.

Secondo la vigente normativa, non si considera ancora omessa, bensì tardiva (e quindi validamente presentata) la Dichiarazione IVA inviata oltre il termine ordinario di scadenza ma entro i 90 giorni successivi.

Viene a configurarsi, invece, omissione laddove l’invio non sia effettuato né entro il termine ordinario e nemmeno entro i successivi 90 giorni. Pertanto, con riferimento alla Dichiarazione IVA 2022, è

  • tardiva, quella non presentata entro il 2 maggio 2022, ma entro i successivi 90 giorni
  • omessa, quella non presentata entro il 2 maggio 2022 e nemmeno entro i successivi 90 giorni.

In caso di Modello IVA 2022 “tardivo” è necessario versare una sanzione pari a 25 euro (1/10 di 250 euro) con codice tributo 8911.

Sarà altresì necessario, versare (con ravvedimento) l’eventuale omesso versamento dell’imposta che ne scaturisce.

Le sanzioni per l’omesso adempimento

Lasciando passare i 90 giorni senza provvedere all’invio del Modello IVA 2022, scatta, dunque, il reato fiscale dell’omissione dichiarativa e NON si potrà più beneficiare della sanzione ridotta di 25 euro.

In questo caso, bisognerà dovrà attendere che l’Agenzia delle Entrate irroghi la sanzione piena, ossia quella che va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (con una sanzione minima di a 250 euro) oppure da 250 a 1.000 euro se non sono dovute imposte.

Se, tuttavia, il contribuente presenta la Dichiarazione IVA 2022 entro il 30 aprile 2023 (ossia entro il termine per la dichiarazione del periodo d’imposta successivo) la sanzione va dal 60% al 120% delle imposte dovute, con un minimo di euro 200,00 oppure da euro 150,00 a euro 500,00 se non sono dovute imposte.

Sarà, in ogni caso, possibile ravvedere solo l’eventuale omesso o insufficiente versamento dell’imposta che deriva dallo stesso Modello IVA 2022 omesso.

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