Detrazioni fiscali e incentivi per lo smartworking: quali spese si possono scaricare

Detrazioni fiscali per smartworking: bando nel Lazio e in Lombardia. Quali importi e spese ammissibili. Attenzione non vale per tutti i contratti

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Detrazioni fiscali per smartworking: bando nel Lazio e in Lombardia. Quali importi e spese ammissibili. Attenzione non vale per tutti i contratti

Sempre più persone, non solo autonomi ma anche dipendenti, stanno continuando a lavorare da casa in modalità smartworking nella fase 2 della gestione della pandemia Covid-19. In che modo questo ha effetto sulle detrazioni fiscali per i lavoratori? Valgono le stesse anche per chi lavora da casa?

Alcune Regioni si sono organizzate prevedendo detrazioni fiscali per lo smartworking specifiche. Proprio per andare incontro alle aziende in questo delicato periodo di ripartenza post lockdown.

Agevolazioni fiscali per lo smartworking nel Lazio

Possono applicare le imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio nonché i titolari di partita IVA operanti nel Lazio e che non siano già intestatari di un piano regolamentato di smart working.

In altre parole la misura riguarda i dipendenti che rientrano nelle seguenti tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (indipendentemente che siano assunti full time o part time);
  • contratto di apprendistato (ai sensi del D.Lgs. 81/2015);
  • soci-lavoratori di cooperative (anche se non partecipanti agli utili).

 

Alla luce di questo chiarimento restano esclusi:

  • tirocinanti;
  • collaboratori d’impresa;
  • lavoratori con contratto di somministrazione;
  • lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
  • titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione.

L’aiuto consiste in un contributo a fondo perduto. L’importo, variabile in base al tipo di azione e al numero di dipendenti, può andare da 7.500 euro a 22.500 euro.

Per quanto riguarda il tipo di azione si chiarisce che

  • AZIONE A: vi rientrano servizi di consulenza e formazione miranti all’adozione di un piano di smart working con corrispondente accordo aziendale o regolamento approvato e reso noto nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • AZIONE B: acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’adozione del progetto di smart working (facoltativa).

Sul fronte soggettivo si prevede che:

  • da 2 a 10 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 7.500,00 di cui: per l’Azione A € 5.000,00 e per l’Azione B  € 2.500,00
  • da 11 a 20 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 10.500,00 di cui: per l’Azione A riconosciuti € 7.000,00 e per l’Azione B è di € 3.500,00
  • da 21 a 30 dipendenti riconosciuto un contributo è di € 15.000,00 di cui: € 10.000,00 per l’Azione A  e  € 5.000,00 per l’Azione B;
  • oltre i 30 dipendenti l’importo sale a € 22.500,00 di cui:€ 15.000,00 per l’Azione A e per l’Azione B  € 7.500,00

Smart Working in Lombardia: le agevolazioni fiscali (bando)

Non stupisce che un piano simile sia stato adottato anche in Lombardia, dove favorire lo smart working diventa cruciale per contenere i contagi.  Anzi, a ben vedere, alcuni sostegni per incentivare questa modalità di telelavoro esistevano anche prima dell’emergenza coronavirus. Oggi diventano quanto mai utili e attuali.

L’iniziativa è finanziata con i fondi del POR FSE 2014-2020 – ASSE I “Occupazione”, a valere sull’Obiettivo specifico 8.6, Azione 8.6.1 e la sua copertura finanziaria è di 4.500.000,00 euro.

Possono fare domanda tutti i soggetti che esercitano attività economica e che, al momento della presentazione della domanda, risultano in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere imprese regolarmente iscritte allaCamera di Commerciodi competenza;
  • essere soggetti, in forma singola o associata, non iscritti alla Camera di Commercio, titolari di partita IVA.

Anche in questo caso sono individuabili alcune tipologie contrattuali:

  • contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (anche se a tempo parziale);
  • contratto di apprendistato (ex D.Lgs. 81/2015);
  • soci-lavoratori di cooperative (anche se non partecipanti agli utili).

Ritorna anche in Lombardia l’esclusione di alcune categorie di dipendenti:

  • i tirocinanti;
  • i collaboratori d’impresa;
  • i lavoratori con contratto di somministrazione;
  • i lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
  • i titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione.

Analogamente alla precedente agevolazione laziale, il valore del voucher viene stimato in base alla tipologia di azione scelta e  in rapporto al numero totale di dipendenti delle sedi localizzate sul territorio di Regione Lombardia.

Gli importi coincidono.

Il bando è operativo dalle ore 12:00 del 2 aprile e sarà possibile accedervi fino al 15 dicembre 2021, salvo esaurimento delle risorse prima di questa data.

 

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