Smart working: dimezzati gli infortuni sul lavoro lavorando da casa

Lockdown e smart working riducono gli infortuni sul lavoro. In aumento però le denunce Inail per contagio da coronavirus.

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Lockdown e smart working riducono gli infortuni sul lavoro. In aumento però le denunce Inail per contagio da coronavirus.

Grazie allo smart working diminuiscono gli infortuni sul lavoro, ma aumentano i contagi da virus. E’ questo in sintesi il quadro fornito dall’Inail dei primi mesi del 2020

Con il lockdown, infatti, molte imprese hanno chiuso i battenti e tanti lavoratori sono rimasti a casa. Non solo, chi può, lavora in modalità smart working e quindi si riduce il rischio di infortunio per recarsi sul posto di lavoro o per rientrare a casa dall’ufficio (infortunio in itinere).

Denunce infortuni in calo del 18,2%

Così l’Inail ha messo in luce il forte calo degli infortuni sul lavoro nei primi mesi del 2020. Nel dettaglio, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di aprile sono state 172.319, in diminuzione di oltre 38 mila casi rispetto alle 210.720 del primo quadrimestre del 2019 (-18,2%). Diminuzione che è stata influenzata soprattutto dal sostenuto calo delle denunce registrate nei mesi di marzo-aprile di quest’anno, che sono state 34 mila in meno rispetto a marzo-aprile 2019 (-32,8%), a causa soprattutto dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da coronavirus.

Inail, denunciati oltre 43 mila contagi sul lavoro

Ma, se da una parte c’è stato calo di infortuni sul lavoro, dall’altro si registra un aumento di denunce di contagi per lavoro. Alla data del 15 maggio 2020 erano 43.399 i contagi da coronavirus di origine professionale denunciati all’Inail. I casi di infezione con esito mortale registrati nello stesso periodo sono 171, 42 in più rispetto al monitoraggio precedente, e circa la metà riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale, con i tecnici della salute e i medici al primo posto tra le categorie più colpite.

L’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (58 per le donne e 59 per gli uomini) per i casi mortali. Nove decessi su 10, in particolare, sono concentrati nelle fasce di età 50-64 anni (70,8%) e over 64 anni (19,3%). Il 71,7% dei lavoratori contagiati sono donne e il 28,3% uomini, ma il rapporto tra i generi si inverte nei casi mortali. I decessi degli uomini, infatti, sono pari all’82,5% del totale.

Crollo delle denunce nella PA grazie a smart working

I dati rilevati al 30 aprile di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 180.311 a 152.659 (-15,3%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che hanno fatto registrare un calo del 35,3%, da 30.409 a 19.660. Il confronto dei soli mesi di marzo-aprile documenta come le diminuzioni siano molto più marcate (-27,5% e -69,7% rispettivamente). Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nel primo quadrimestre 2020 è diminuito dell’8,6% nella gestione industria e servizi (dai 155.588 casi del 2019 ai 142.256 del 2020), del 25,0% in agricoltura (da 10.199 a 7.651) e del 50,1% nel conto Stato-Pubblica Amministrazione (da 44.933 a 22.412). Per quest’ultima gestione, in particolare, si è registrato tra marzo e aprile un crollo delle denunce, dalle circa 22mila del 2019 alle quasi 1.400 del 2020 (-93,7%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile dalla quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio.

Metà delle denunce Inail al Nord

L’analisi territoriale conferma il primato negativo del Nord-Ovest, con oltre la metà delle denunce complessive (55,2%) e il 57,9% dei casi mortali. Tra le regioni, invece, più di un’infezione di origine professionale su tre (34,9%) e il 43,9% dei decessi sono avvenuti in Lombardia. Rispetto alle attività produttive, il settore della Sanità e assistenza sociale, che comprende ospedali, case di cura e case di riposo, registra il 72,8% delle denunce (e il 32,3% dei casi mortali), seguito con il 9,2% dall’amministrazione pubblica, con le attività degli organi legislativi ed esecutivi centrali e locali.

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