Detrazione spese mediche 730: false fatture e documenti sono reato

La detrazione nel 730 di spese mediche inventate basate su documenti e fatture false costituisce reato. Ecco che cosa si rischia e a quali dichiarazioni di spese sanitarie prestare attenzione.

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La detrazione nel 730 di spese mediche inventate basate su documenti e fatture false costituisce reato. Ecco che cosa si rischia e a quali dichiarazioni di spese sanitarie prestare attenzione.

Tra le voci detraibili nel 730 più comuni e utilizzate figurano quelle medico-sanitarie. Ne usufruiscono tantissimi contribuenti: a chi del resto durante l’anno non capita di dover sostenere una visita o un esame medico?

Detrazione spese mediche false: quando si rischiano i controlli

Che cosa si intende per false spese mediche in detrazione? L’elemento della falsità può essere riferito ai documenti presentati (fatture, certificati etc) o anche ai soggetti con i quali è intercorsa l’operazione (nominativi inesistenti oppure reali ma che con il contribuente non hanno avuto alcun rapporto professionale). Non solo: rileva anche la messa in atto di sistemi e trucchi per ostacolare i controlli fiscali e gli accertamenti.
Facendo leva su questa interpretazione, la Cassazione, con la sentenza n.17126/2018 ha respinto il ricorso di un gruppo di persone (tra promotori e organizzatori) accusate di associazione a delinquere ex d. lgs. n. 74 del 2000.

In pratica gli imputati avrebbero messo su un giro per la predisposizione di documenti e fatture mediche false (all’apparenza emesse da cliniche private) per consentire ai contribuenti interessati di portare in detrazione nel 730 spese mediche inventate e mai sostenute scaricando dunque il 19 % (percentuale prevista per il rimborso Irpef delle spese sanitarie). Il giro d’affari è stato stimato intorno ai 2 miliardi di euro.
Gli ermellini, come si legge nel dispositivo della sentenza sopra citata, hanno riconosciuto il delitto di dichiarazione fraudolenta integrato dalla falsa indicazione nella dichiarazione Irpef di “spese deducibili dall’imposta, quando le stesse non siano state effettuate o siano state effettuate in misura inferiore”.
Nella definizione dei documenti sono state fatte rientrare non solo le fatture ma tutti quelli (ricevute fiscali e simili) che non devono essere presentati in sede di dichiarazione dei redditi ma solo conservati per eventuali futuri controlli.

Concludendo quindi la Corte Suprema ha confermato che l’articolo 2 del d. lgs. n. 74 del 2000 si applica sia al falso ideologico che materiale.

Onde evitare allarmismi infondati specifichiamo che la giusta interpretazione della sentenza non è certo quella di voler inquadrare come reato qualsiasi errore del contribuente in buona fede in merito alla detrazione delle spese sanitarie nel 730. Non si tratta di questo ma di un’organizzazione fraudolenta come sopra esposto e in cui emerga la volontà di detrarre spese mediche inventate tramite documenti o dichiarazioni false.

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