Controlli fiscali sul conto corrente? Un caso emblematico che l’Agenzia delle Entrate non si fa scappare

Accertamenti fiscali. Questa semplice svista fa scattare i controlli dell’Agenzia delle Entrate. Ecco a cosa bisogna prestare attenzione.

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Un caso emblematico di controlli fiscali all’accensione del mutuo per l’acquisto di una casa. Come e perché scatta l’accertamento?

Anche i contribuenti in buona fede e che, di certo, non avrebbero mai voluto intraprendere comportamenti fraudolenti, possono essere vittima di accertamenti fiscali.

Alcune volte, però, è facile che sia il contribuente stesso a mettere l’agenzia delle entrate in uno stato di sospetto e di allerta.

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2020 contiene misure di lotta all’evasione, probabilmente, senza precedenti e che lo stesso governo ha dichiarato “guerra senza quartieri” agli evasori fiscali, con controlli e accertamento sempre più serrati, automatizzati e con una portata sempre maggiore.

Soltanto qualche giorno fa avevamo parlato delle spese maggiormente sotto l’occhio del fisco, (Leggi: “Accertamento Fiscale: attenzione a queste spese, sono le più controllate dall’Agenzia delle Entrate”), oggi ci concentreremo su un caso, per cosi dire, emblematico. I controlli che, talvolta, possono scattare all’accensione di un mutuo per l’acquisto di una nuova casa, vediamo meglio di cosa si tratta.

Accertamenti fiscali e presunzione di illecito collegato all’accensione di un mutuo

Fra le principali spese che potrebbero far scattare i sospetti dell’Ade, vi è quella inerente all’acquisto di un immobile attraverso l’accensione di un mutuo, soprattutto, in un caso particolare, ossia quanto l’importo del credito erogato è superiore al prezzo di acquisto dello stesso immobile.

La questione, in questo caso, è semplice, l’Agenzia delle Entrate, in un simile contesto, può presumere che ci si stata evasione fiscale da parte del contribuente interessato, a meno che esso non riesca a dimostrare a cosa serve la somma di denaro eccedente.

Pacifica, anche, la recente ordinanza n. 4661 del 21 febbraio 2020 della Suprema Corte di Cassazione, con la quale si dichiara quanto segue: “costituisce fatto notorio che le banche eroghino, di norma, mutui per importi inferiori rispetto al valore effettivo dell’immobile da acquistare. Ne consegue che se il prezzo di vendita è minore delle somme oggetto del mutuo, vi è un chiaro indizio di evasione”.

Dunque, attenzione, anche in questo caso, l’agenzia delle entrate è legittimata ad avviare un procedimento di accertamento in via meramente presuntiva.

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