Congedo straordinario biennale legge 104: prigionieri in casa propria?

Congedo straordinario per assistere un familiare disabile non significa essere prigionieri in casa propria e non poter uscire.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
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Gentile signora… potrei avere qualche chiarimento, per ciò che riguarda le uscite e allontanamento da casa per me che assisto mio marito che è disabile? ho preso il congedo straordinario retribuito di due anni dal lavoro, quando ho bisogno di spostarmi sono un po’ in difficoltà,  anche se penso che non si  possa accettare… di stare perennemente prigionieri in casa. Come posso fare? Come devo comportarmi? Tante volte a mio marito non gli va di uscire, e io ho bisogno di provvedere a tante faccende, fra queste anche quelle a livello personale, anche poter fare visite e analisi? Cosa potete dirmi a riguardo?  Potete dirmi se devo tener conto anche di un orario nell’arco della giornata?

 

Non si può pretendere che chi si assume il compito della cura di un familiare disabile per 2 anni non abbia più una  vita personale e penso che una volta soddisfatte tutte le necessità della persona che si assiste anche una passeggiata sia lecita (anche per la propria sanità mentale) a patto che ci si accerti sempre della cura della persona da accudire. Una cena fuori ogni tanto, tra l’altro, non credo possa nuocere alla persona di cui ci si prende cura se si lascia qualcuno ad assistere il proprio familiare.
La Corte di Cassazione ha condannato i lavoratori che hanno chiesto permessi ai sensi della legge 104/92 non solo nei casi di congedi straordinari utilizzati parzialmente per trascorrere, ad esempio, fine settimana in vacanza, ma non credo che una figlia devota che si occupa dei bisogni del proprio genitore concedendosi di quanto in quanto qualche ora di svago possa essere accusata di utilizzare illecitamente il congedo straordinario. Ma è da tenere presente che per il congedo straordinari non sono previste fasce orario di controllo o visite fiscali come per la malattia.

Quali il dovere del caregiver?

La cura del parente assistito, però non richiede la presenza in casa 24 ore su 24 e chi assiste ha il diritto di organizzare la propria vita compatibilmente con le esigenze di cura del disabile. Non c’è una legge che impedisce a chi fruisce del congedo straordinario di uscire per fare una passeggiata. Il caregiver ha il dovere di rispettare il dovere di cura, di parentela e di convivenza. Se, poi, ha bisogno di qualche giorno di ferie per staccare dal lavoro di cura, ricordi che il congedo può essere anche frazionato e può benissimo interromperlo, tornare al lavoro, fruire della ferie (che può ovviamente utilizzare come vuole) e tornare, poi, a richiedere il congedo.

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Argomenti: Lettere, Quesiti congedo straordinario legge 151, Welfare e previdenza, Legge 104