Congedo parentale straordinario, raddoppiati i permessi con DL Rilancio

Via libera del governo alla proroga dei termini di fruizione del congedo parentale Covid-19 e al raddoppio dei permessi fruibili dai genitori.

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Via libera del governo alla proroga dei termini di fruizione del congedo parentale Covid-19 e al raddoppio dei permessi fruibili dai genitori.

Congedo parentale Covid-19 prorogato fino 31 luglio 2020. Lo stabilisce una norma contenuta nel DL Rilancio appena varato dal governo e che aumenta anche da 15 a 30 giorni i permessi fruibili dai genitori con figli fino a 12 anni.

La novità è stata introdotta in considerazione del prolungamento del periodo di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e fino alla fine del periodo di emergenza sanitaria (31 luglio 2020). In alternativa, i genitori lavoratori potranno chiedere il bonus baby sitter che raddoppio, passando da 600 a 1.200 euro mensili (da 1.000 a 2.000 euro per i dipendenti del settore sanitario, pubblico o privato).

Congedo parentale speciale, come funziona

Si tratta né più né meno di un congedo speciale Inps, in aggiunta a quello ordinario, di 15 giorni per chi ha figli fino a 12 anni di età. E’ attivo dallo scorso 5 marzo, cioè da quando sono state adottate misure di contenimento per la diffusione del coronavirus a livello nazionale e sono state chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Spetta per 30 giorni e potrà essere utilizzato, anche non continuativamente, fino al 31 luglio 2020. In aggiunta alla precedente normativa, il congedo speciale prevede la possibilità di fruire di 12 giorni di permessi aggiuntivi per assistere i disabili ai sensi della legge 104/1992 da fruire a maggio e a giugno.

Indennità e requisiti

L’indennizzo da parte dell’Inps per il genitore è nella misura del 50% della retribuzione anche se si hanno figli di età compresa fra i 6 e i 12 anni (normalmente il congedo parentale con figli di età superiore ai 6 anni è indennizzato al 30%). Il congedo può essere usufruito alternativamente dai genitori per un periodo massimo di 15 giorni lavorativi, anche non continuativi o in via frazionata. L’Inps riconoscerà la piena copertura previdenziale figurativa ai fini pensionistici. Per i figli disabili gravi (Legge 104/92 comma 3), iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni assistenziali, il congedo di 15 giorni spetta a prescindere dall’età del figlio.

Il congedo può essere fruito a condizione che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito. Ma anche quando uno dei due genitori, più in generale, può restare a casa ad accudire i figli (ferie, permessi, congedo, aspettativa, smart working, part time, ecc.)

Lavoratori autonomi 

Il congedo parentale speciale spetta anche ai lavoratori autonomi. Coloro che sono iscritti alla gestione separata Inps hanno diritto al riconoscimento di una indennità giornaliera del 50% pari a 1/365 del reddito utilizzato per il calcolo dell’indennità di maternità. Per gli iscritti alla gestione commercianti e artigiani, l’importo sarà pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita ogni anno dalla legge e riportata sul sito Inps.it. Sono esclusi tutti gli altri lavoratori autonomi non iscritti all’Inps per i quali provvederanno le rispettive casse previdenziali professionali. Anche in questo caso, come per i lavoratori dipendenti, l’indennità potrà essere fruita alternativamente dai genitori.

Voucher baby-sitting

In alternativa al congedo parentale speciale, è previsto il bonus baby sitter. Se i genitori lavoratori non possono restare a casa ad accudire i figli, perché magari impegnati in lavori strettamente connessi all’emergenza sanitaria (si pensi ad esempio alla madre infermiera e al padre poliziotto), la legge prevede il bonus baby-sitting. In cosa consiste? E’ una indennità alternativa al congedo parentale speciale che serve per pagare il servizio di baby sitter e vale fino a 1.200 euro da utilizzare nel periodo di sospensione dei servivi educativi e delle attività scolastiche, con il Libretto Famiglia. Limite che è elevato fino a 2.000 euro se il genitore è dipendente delle forze dell’ordine, del settore sanitario pubblico o privato. Il bonus è riconosciuto anche ai lavoratori autonomi iscritti e non iscritti al Inps.

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