Chi ha avuto problemi con la giustizia può fare domanda per il reddito di cittadinanza?

No al reddito di cittadinanza per chi ha avuto condanne definitive per reati mafiosi o terroristici.

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No al reddito di cittadinanza per chi ha avuto condanne definitive per reati mafiosi o terroristici.

Tra le ultime novità in tema di diritto al reddito di cittadinanza l’esclusione dei condannati (con sentenza definitiva) per reati di stampo terroristico e mafioso. La modifica è stata approvata in Commissione Lavoro. Per il resto nel testo approvato ci sono poche novità anche perché mancano ormai pochi giorni e, se si vuole evitare il rinvio della misura, sarà bene per il governo focalizzarsi sugli elementi veramente impellenti.

Avevamo già anticipato la stretta sui migranti, ai quali sarà richiesto il timbro del Paese di origine, e i controlli sui finti cambi di residenza. Nelle ultime ore è stata confermata l’esclusione dal sussidio dei condannati per mafia in via definita e per un’altra serie di reati che vanno dalle truffe al terrorismo.

Lavoro in nero e licenziamento: le regole per i beneficiari del reddito di cittadinanza

Tra gli spunti nuovi anche una maxi sanzione per chi assume in nero i beneficiari del reddito di cittadinanza e una maggiore attenzione alle famiglie con disabili. A proposito di disabili inoltre sono esclusi dal bonus assunzione reddito di cittadinanza i datori che non risultano  in regola con le quote di assunzione dei lavoratori con disabilità, appartenenti alle categorie protette. Questo paletto appare una risposta alle critiche che vedevano la misura così formulata controproducente per le persone disabili.

Sempre in tema lavoro segnaliamo un altro paletto importante: chi licenzia un soggetto beneficiario del sussidio prima di 3 anni dall’assunzione dovrà restituire il bonus maggiorato delle sanzioni civili, a meno che il licenziamento non sia avvenuto per giusta causa.

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