Cessione bonus edilizi, sulla giostra delle frodi anche nullatenenti

Acquisiti e cessione bonus edilizi anche tra soggetti nullatenenti. Nessuna possibilità di recupero in questi casi per il fisco

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Tracciabilità Superbonus 110%: codice identificativo verso il debutto, ecco le modalità

Danni al fisco per circa 4,4 miliardi di euro. Questo il dato che emerge dalle indagini condotte, a braccetto, fino ad oggi, da Guardia di Finanza e Agenzia Entrate nel campo delle frodi cessione bonus edilizi (superbonus 110% e non solo).

A rendere noti i numeri è il direttore dell’Agenzia delle Entrate stessa, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell’audizione tenutasi ieri, 10 febbraio 2022, al Senato sul decreto Sostegni ter. Gli strumenti dello sconto in fattura e cessione del credito, dunque, indebitamente utilizzati da imprese e cittadini (non quelli onesti) per monetizzare spese lavori mai eseguiti o eseguiti solo in parte.

Cessione bonus edilizi, nessun recupero da nullatenenti

Nel corso dell’audizione, il direttore delle Entrate, pone all’attenzione dei presenti alcune modalità con cui le truffe nel campo della cessione bonus edilizi risultano perpetrate. In alcuni casi coinvolti anche soggetti nullatenenti, verso i quali, quindi, l’erario non ha che mani legati non potendo attingere da nulla per recuperare il danno subito.

In una circostanza, ad esempio,  due società, gestite dalle stesse persone, attraverso un meccanismo circolare di fatture false e comunicazioni di cessioni crediti hanno generato operazioni per centinaia di milioni di euro. Nel dettaglio, le due società emettevano reciprocamente fatture per anticipi di lavori mai realizzati per un importo di circa 500 milioni di euro.

Tali operazioni hanno permesso di generare indebiti crediti di imposta, che in seguito venivano monetizzati presso intermediari finanziari. La cessione bonus edilizi era fatta verso persone fisiche compiacenti, per lo più nullatenenti e tutte residenti nel medesimo Comune o facenti parte dello stesso gruppo familiare, che hanno poi incassato il controvalore del credito da un intermediario finanziario.

Altro caso emblematico è quello di un soggetto nullatenente che, a dicembre 2021, dichiarava di avere acquistato 6 milioni di euro di crediti bonus edilizi da un altro soggetto, anch’egli nullatenente e sconosciuto all’Agenzia delle Entrate.

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