Certificato medico per maternità anticipata: il datore può intimare di non portarlo?

Per maternità anticipata si intende un periodo di congedo dal lavoro con inizio anticipato rispetto a quanto previsto dalla legge per il congedo di maternità ordinario.

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Per maternità anticipata si intende un periodo di congedo dal lavoro con inizio anticipato rispetto a quanto previsto dalla legge per il congedo di maternità ordinario.

Per maternità anticipata si intende un periodo di congedo dal lavoro con inizio anticipato rispetto a quanto previsto dalla legge per il congedo di maternità ordinario.

Di solito, la donna in gravidanza lavora fino all’ottavo-nono mese di gestazione dopodiché si astiene dal lavoro fino al momento del parto e per i successivi 3-4 mesi.

La maternità anticipata prevede il congedo dal lavoro prima dei suddetti termini se sussistono certe condizioni. Bisogna presentare domanda che deve essere accettata dagli enti preposti.

Una lettrice espone la sua situazione ponendo un quesito:

Lavoro in un negozio di ottica, 40 ore in piedi. Sono incinta ma il datore mi ha già anticipato di non portare certificati medici: cosa posso fare?”.

Sulla base di accertamenti medici la lavoratrice in gravidanza ha diritto alla maternità anticipata se sono presenti gravi complicanze o preesistenti forme morbose che possono aggravarsi con la gravidanza oppure quando le condizioni ambientali di lavoro possono incidere sulla salute della donna o del bambino o quando la gestante svolge mansioni faticose, insalubri, pericolose. La maternità anticipata è concessa anche in caso di parto prematuro (prima dell’ottavo mese).

Certificato medico per maternità anticipata: come si può effettuare la richiesta?

La richiesta di maternità anticipata può essere effettuata per via telematica o cartacea oppure rivolgendosi ai patronati locali.

In caso di gravi complicazioni della gravidanza o preesistenti condizioni morbose, la lavoratrice nel fare richiesta di interdizione anticipata dal lavoro dovrà far pervenire al servizio ispezione dell’Ispettorato del Lavoro due documenti allegati alla domanda:

Certificato medico di gravidanza redatto dal medico della ASL (Azienda Sanitaria Locale);

Certificato medico di un ginecologo accreditato dal Sistema Sanitario Nazionale che attesta la presenza di complicanze gravi e/o di preesistenti condizioni morbose che possono aggravarsi con la gravidanza.

Il Certificato dell’ASL è determinante, anzi vincolante: se l’ASL attesta che la gravidanza é a rischio, l’Ispettorato del Lavoro è tenuto a concedere la maternità anticipata.

In caso di condizioni di lavoro ed ambientali non idonee, lavoro faticoso, pericoloso o insalubre, la richiesta può essere presentata sia dalla gestante sia dal datore di lavoro.

Il certificato per maternità anticipata lo invia il medico del SSN

Rispondiamo alla lettrice il cui datore di lavoro le intima di non portare certificati medici.

La signora deve sapere che il Decreto del Fare (D.L.69/2013) in vigore dal 22 giugno 2013 ha introdotto l’obbligo da parte dei medici del Sistema Sanitario Nazionale di invio telematico all’INPS. Grazie a questo Decreto, la lavoratrice in maternità non ha più alcun obbligo di invio delle certificazioni all’Inps perché ci penserà direttamente il medico del SSN in via telematica.

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