Cedolare Secca: devo mandare la raccomandata all’inquilino per informarlo della scelta di tale regime?

Chi si avvale della cedolare secca ha l’obbligo di comunicarlo all’inquilino con lettera raccomandata, ma non in questo caso.

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Cedolare secca, ecco quando è necessaria la comunicazione tramite raccomandata.

FiscoOggi.it, la rivista online dell’agenzia delle entrate, ha da poco risposto ad un quesito di un proprio lettore, con il quale ha anche fornito utili chiarimenti in merito al regime della cedolare secca.

Il contribuente ha spiegato di aver stipulato un contratto di locazione di un appartamento per uso abitativo. Per usufruire del regime della cedolare secca, ha fatto inserire nel contratto la clausola con la quale rinuncia a richiedere l’aggiornamento del canone.

Ciò premesso, lo stesso si chiede se deve comunque comunicare, tramite raccomandata all’inquilino, la scelta di tale regime e la rinuncia dell’aggiornamento del canone. Cerchiamo anche noi di fare un po’ di chiarezza.

Cedolare Secca, in tutti i casi è sotto la soglia della prima aliquota Irpef

La “cedolare secca” è un regime fiscale facoltativo e “sostitutivo”. Esso, sostanzialmente, consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali.

In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione.

L’aliquota è fissa ed è pari al 21 per cento sul canone di locazione, ma può scendere al 10 per cento nel caso di “contratto a canone concordato”.

Così come si legge sul sito dell’Agenzia delle entrate, “scegliendo la cedolare secca, il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’ISTAT dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente”.

Un altro vantaggio del regime della cedolare secca è quello che il canone di locazione non si cumula con gli altri redditi ai fini Irpef e addizionali.

Infine, non sono dovute né l’imposta di registro né l’imposta di bollo per la registrazione, la risoluzione e la proroga del contratto.

Quando bisogna inviare la comunicazione tramite raccomandata?

Ritornando al quesito posto all’inizio di questo articolo, la risposta è negativa. Non è affatto necessario comunicare, tramite raccomandata all’inquilino, la scelta di tale regime e la rinuncia dell’aggiornamento del canone.

“Chi decide di avvalersi della cedolare secca ha l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’inquilino con lettera raccomandata. Con la comunicazione il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, incluso quello per adeguamento ISTAT”.

Ad ogni modo, tale rinuncia non deve essere comunicata all’inquilino per raccomandata nei casi in cui è stata già prevista nel contratto di locazione.

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