Cassa integrazione in ritardo, può dipendere dai guadagni non veritieri: i controlli allungano i tempi

Se l'azienda non aveva diritto alla cassa integrazione il pagamento può subire ritardi

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Se l'azienda non aveva diritto alla cassa integrazione il pagamento può subire ritardi

Quello del pagamento della cassa integrazione in ritardo resta un problema urgente con cui il Governo è chiamato a fare i conti. Ancora tanti lavoratori aspettano da mesi o settimane il pagamento della cig. Da un’audizione in Parlamento è emersa una possibile motivazione dei ritardi sui pagamenti delle casse integrazione. Per comprendere meglio che cosa è successo ripartiamo proprio dai requisiti di questo ammortizzatore sociale.

Chi ha diritto alla cassa integrazione

La Cassa Integrazione Guadagni nasce come strumento di aiuto per le imprese in difficoltà e di conseguenza ai dipendenti in compensazione di mancati guadagni o entrate ridotte per cercare di non arrivare al taglio del personale (dunque licenziamento inteso come extrema ratio).

Sui ritardi nei pagamenti della cassa integrazione era già intervenuto l’Inps per spiegare quali erano stati gli ostacoli negli ingranaggi. In alcuni casi ciò, ad esempio, potrebbe essere dipeso dalle Regioni. A ciò si aggiunge anche il rischio di truffe.

Se l’azienda lavora normalmente non ha diritto alla cassa integrazione

L’ultimo spunto di riflessione è giunto da un’audizione in Parlamento del professor Pisauro ha spiegato che oltre 234 mila imprese hanno fatto domanda per la Cassa Integrazione per i propri dipendenti senza averne pieno diritto. Lo scenario non è marginale, visti i numeri: sarebbero migliaia le aziende che, pur non avendo ridotto la produzione o le entrate nel periodo della pandemia, hanno voluto comunque “approfittare” di questo ammortizzatore. Stando ai dati dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate solo un terzo delle richieste proveniva effettivamente da aziende che hanno registrato un calo importante del fatturato. Senza contare i casi in cui i dipendenti risultano in cassa integrazione ma in realtà di fatto continuano a lavorare. 

La condotta appena vista può essere controproducente e dannosa sotto diversi punti di vista: tra le conseguenze si può segnalare appunto anche il ritardo per i versamenti della cig.

Cassa Integrazione: dopo agosto che cosa succederà

In questi giorni il Governo sta lavorando sul Decreto Agosto: tra le prime notizie confermate dalle prime anticipazioni c’è la proroga della cassa integrazione ma con nuove regole. Tra i requisiti per la cig aggiornati secondo le nuove disposizioni ci sarebbe la perdita minima di fatturato del 20%. Questo sarebbe il requisito per richiedere il pagamento interamente all’Inps: sotto questa percentuale lo Stato interverrà solo in misura parziale. Parallelamente l’idea è quella di incentivare la produzione delle imprese con aiuti specifici e sussidi. Questa accortezza servirebbe ad evitare il rischio che concedere la cassa integrazione rappresenti un limite alla ripresa economica e che, in altre parole, le aziende si “adagino” sull’ammortizzatore.

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