Calcolo pensione e contributi: il riscatto dei periodi di disoccupazione

Riscatto contributi per periodi di disoccupazione temporanea: come funziona il calcolo della pensione

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Riscatto contributi per periodi di disoccupazione temporanea: come funziona il calcolo della pensione

Come funziona il calcolo dei contributi per la pensione in caso di periodi di interruzione del lavoro o disoccupazione? Sul punto è intervenuto direttamente l’Inps fornendo spiegazioni su quesiti che, vista la natura del mondo del lavoro sempre più saltuaria e frammentata, riguardano una platea sempre più estesa di lavoratori. Il modo di lavorare e concepire il lavoro è profondamente mutato negli anni e uno degli aspetti più evidenti è la frammentazione del periodo di occupazione: tra una posizione lavorativa e l’altra possono esserci periodi più o meno estesi di non occupazione a vario titolo.

Come regolarsi in merito ai contributi per il calcolo della pensione? I chiarimenti forniti dall’Inps in merito sono validi per tutti i periodi successivi al 31 dicembre 1996. Da dopo la suddetta data il contribuente può scegliere tra il riscatto oppure la prosecuzione volontaria. Le due scelte hanno effetti diversi sul calcolo della pensione futura.   Il Decreto Legislativo 564/1996 è infatti intervenuto a sostegno dei lavoratori stagionali e saltuari per agevolare il calcolo della pensione sulla base dei contributi versati. La norma risolve una lacuna legislativa e permette di recuperare i periodi di buco contributivo tra un lavoro e l’altro.

Calcolo pensione: come conteggiare i periodi di disoccupazione

I motivi alla base di una interruzione del lavoro possono essere di natura diversa:

  • interruzione o sospensione del rapporto di lavoro;

Fattispecie previste da specifiche norme di legge o contrattuali. Vi rientrano ad esempio i periodi di aspettativa non retribuita per malattia o per motivi personali, i giorni di sciopero, l’assenza per il servizio militare, ecc. Il datore di lavoro è tenuto al rilascio di apposita dichiarazione in cui si precisa che non viene riconosciuta retribuzione per tali periodi.

  • formazione professionale, studio o ricerca;

I periodi di formazione professionale, studio e ricerca, e di inserimento nel mercato del lavoropossono essere riscattati solo se portati a termine e, in altre parole, se è stato conseguito, qualora previsto, il certificato o il titolo connesso.

  • interruzione tra un’occupazione e l’altra;

Gli intervalli tra diverse posizioni lavorative subordinate discontinue, stagionali o temporanee possono essere riscattati qualora non sia prevista altra contribuzione obbligatoria o figurativa.

  • periodi che intercorrono tra un contratto part- time verticale o ciclico

Riscatto contributi per periodi di non lavoro: requisiti e modalità

Possono esercitare il riscatto dei corsi di studio universitari gli assicurati iscritti

  • all’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti;
  • a forme di previdenza alternative.

Non sono fissati requisiti minimi temporali di contribuzione per l’esercizio di tale facoltà di riscatto e rileva quindi esclusivamente l’iscrizione ad uno dei suddetti fondi. Per la presentazione della domanda, che può essere inoltrata anche dai superstiti, non sono previsti termini di decadenza. Questo permette di rimandare il riscatto dei contributi ad un momento di maggiore disponibilità economica per il versamento del relativo onere. Per maggiori approfondimenti si rinvia alle Istruzioni Inps per il riscatto contributi per periodi di non lavoro

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