Buoni pasto elettronici: addio cumulabilità e spesa

Cosa cambia con i buoni pasto elettronici? La normativa si applicherà più rigidamente permettendo di impedire la cumulabilità e l'utilizzo per la spesa.

di , pubblicato il
Cosa cambia con i buoni pasto elettronici? La normativa si applicherà più rigidamente permettendo di impedire la cumulabilità e l'utilizzo per la spesa.

Dal 1 luglio la normativa impone sostanziali cambiamenti per quel che riguarda i buoni pasto. In particolare gli articoli 16 e 17 della Legge di Stabilità innalzano la soglia di defiscalizzazione dei buoni pasto elettronici a 7 euro.   Tale defiscalizzazione, però, punta in modo particolare a disincentivare la cumulabilità dei buoni pasto poiché essendo i ticket elettronici tracciabili il lavoratore potrà usarli soltanto nell’orario di lavoro ed in modo particolare durante la pausa pranzo. Disincentivato, in questo modo anche l’utilizzo dei buoni pasto per pagare la spesa al supermercato essendo i buoni stessi utilizzabili soltanto dal lavoratore e all’interno della fascia oraria di lavoro.   Vediamo nel particolare quali sono le nuove regole sui buoni pasto elettronici in vigore dal 1 luglio 2015. Per quel che riguarda i buoni pasto cartacei la soglia di detassazione resta fissata a 5,29 euro e il loro utilizzo, ad ampio spettro, potrà essere anche al di fuori dei giorni lavorativi.   La Legge Di Stabilità, andando a modificare il comma 2 dell’articolo 51 del TUIR, stabilisce che i buoni pasto non costituiscono reddito poiché somministrati dal datore di lavoro quale vitto laddove manchino mense aziendali. L’importo giornaliero dei buoni pasto è di 5,29 euro per quelli cartacei e di 7 euro per quelli in formato elettronico.   A fissare le regole per i buoni pasto è il Dpcm del 18 novembre 2005 che prevede che gli stessi vengano utilizzati all’interno della giornata lavorativa dai prestatori di lavoro subordinato anche quando l’orario di lavoro non prevede una pausa pranzo. I buoni pasto non sono cedibili, cumulabili o convertibili in denaro.   Con la normativa entrata in vigore il 1 luglio si vogliono perseguire gli obiettivi di equiparare i buoni pasto italiani a quelli europei la cui soglia è fissata mediamente a 7 euro, favorendone al tempo stesso la digitalizzazione per evitare l’utilizzo poco ortodosso con cui si fa uso dei buoni pasto cartacei presso i punti vendita che li accettano.

  Laddove si paghino prodotti alimentari con i buoni pasto è possibile il tracciamento e proprio per questo motivo è stato evidenziato l’utilizzo scorretto che i lavoratori fanno dei buoni pasto. Con i buoni pasto elettronici gli esercizi commerciali pronti ad accettarli sarà molto minore se non nel rispetto della normativa che li regola. Per il lavoratore quindi, al pro della cifra più alta legata ai buoni pasto elettronici, si contrappone il contro del non utilizzo per fare la spesa e la non cumulabilità. L’unico, quindi, a trarre vantaggio dai buoni pasto elettronici sarà, quindi, il datore di lavoro potendo fruire di una defiscalizzazione maggiore senza essere toccato dalle regole di utilizzo.   Con i buoni pasto cartacei non è possibile stabilire se l’utilizzo è avvenuto nella giornata lavorativa o se sono stati cumulati o meno più buoni pasto. Con i ticket elettronici questo è possibile e proprio per compensare questo maggior controllo che permetterà l’applicazione della normativa più rigida, è stato previsto un maggior vantaggio fiscale.

Argomenti: